5 settembre 2018

L’11 settembre a sedici anni: Tracce di Wendy Mills

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11 settembre 2001; New York, World Trade Center, Twin Towers.
Due ragazze. Due epoche. Uno stesso evento che cambierà per sempre le loro vite e il mondo intero.

Una storia di amicizia, di amore, di indagini febbrili. Un mistero famigliare cominciato il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle.

 

Due ragazze al liceo, ma in due momenti ben diversi. Alia, di famiglia musulmana, ha sedici anni a New York nel 2001; Jess ne ha altrettanti, ma in un paese poco distante quindici anni dopo. Alia ha grandi doti da illustratrice, vorrebbe dedicarsi al fumetto e infatti viene accettata in un prestigioso corso di disegno; un incidente a scuola però la mette in cattiva luce: i genitori, per punizione, le negano il permesso di partecipare. Indossa così il velo per la prima volta in vita sua e decide di convincere il padre a perdonarla: corre a trovarlo a lavoro, ma non si tratta di un luogo e un giorno qualsiasi – suo papà Ayah lavora alle Torri Gemelle, e quel giorno è l’11 settembre. Al momento dell’attentato, Alia è nell’ascensore di una delle due torri insieme ad un ragazzo, con cui tenterà una difficilissima fuga verso l’esterno.

Jess, quel giorno, quindici anni prima ha perso il fratello Travis, appena ventenne. Nessuno sa cosa facesse lì e perché: quel giorno doveva essere con la famiglia da tutt’altra parte. Travis è un buco nero per i genitori di Jess: entrambi non ne parlano, evitano commemorazioni, se ne tengono fuori. Jess si innamora di Nick, un compagno di classe writer che la porta con sé di notte per disseminare di tag la città. Una sera, si fa trascinare in una brutta impresa: scrivere una frase razzista sul centro di cultura musulmana del paese; scoperta, verrà condannata ad essere di aiuto proprio in quel centro. Grazie all’aiuto delle persone che lì lavorano e delle sue amiche storiche, Jess ricostruirà le ultime ore di Travis scoprendo che con lui c’era una ragazza, e che quella ragazza è proprio Alia…

Wendy Mills ha scritto Tracce documentandosi molto sulle varie storie accadute durante e dopo i fatti dell’11 settembre: il romanzo infatti incastra le due vicende di Alia e Jess, cronologicamente distanti ma che la vita ha unito con un sottile filo che a poco a poco diventa visibile. Attraverso le loro storie scopriamo cos’è accaduto all’interno delle Torri Gemelle in quei terribili minuti che separano lo scontro e il crollo, affrontiamo le tensioni sociali figlie di quell’evento anche a lustri di distanza, ci immedesimiamo con chi ha subito un lutto improvviso ed imprevisto, entriamo in punta di piedi e in compagnia in culture che dovrebbero essere conosciute meglio. L’ambiziosa Alia e la tormentata Jess ci regalano una delle pagine più importanti e tragiche della storia recente, vista attraverso occhi adolescenti che cercano una strada per salvarsi.

Un romanzo importante, una trama che si incastra a orologeria, una storia capace di toccare il cuore in molti e inaspettati modi.

 

Sopra di noi, volute di fumo continuano a fuoriuscire lentamente dalle finestre rotte. Siamo a centinaia di metri da terra, e anche se vorrei tanto affacciarmi e volare via non sono certo una supereroina, quindi l’unica mia possibilità di sopravvivenza è alzarmi e scendere a piedi centinaia di gradini.
«Nonno diceva sempre che non sarebbero mai cadute» dice Travis, ma non sta parlando a me.


Tracce

Tracce
  • AutoreWendy Mills
  • Collana Giralangolo - Narrativa | Ragazzi
  • ISBN 978-88-5924-009-9
  • Pagine 376
  • Data uscita 06-09-2018
  • Prezzo 15.00€
  • Disponibilità Disponibile

11 settembre 2001.
New York, World Trade Center, Twin Towers
Due ragazze. Due epoche. Uno stesso evento che cambierà per sempre le loro vite e il mondo intero.
Una storia di amicizia, di amore, di indagini febbrili. Un mistero famigliare cominciato il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle.

L’auto si avvicina, pianto dita e piedi tra i mattoni del muro fatiscente e rimango lì, impietrita. Se non ti muovi, non ti vedranno sussurra una stupida vocina nella mia testa. Prosegue lungo la strada e, porca miseria, forse ha ragione Nick. Forse è vero che siamo invisibili. La gente vede solo quello che vuol vedere, e di certo non una ragazzina abbarbicata alla parete di un edificio alle due del mattino.
«Jesse, devi darti una mossa!». Nick, il cappuccio tirato sopra i capelli scuri, mi fissa dal vialetto sotto.
«Te l’avevo detto che quella se la fa sotto» dice Hailey. «Ora molla lì e scappa. Vedrai».
Guardo verso di loro, e in effetti sto quasi per farmela addosso dalla paura. Devo mantenere i nervi saldi, mi dico. Tiro fuori la prima bomboletta di vernice. Ho le dita talmente ghiacciate che a malapena riesco a tenerla in mano. Siamo a fine marzo, è quasi primavera, ma stasera si gela e sembra ancora pieno inverno.
Infilo bene i piedi nelle fessure tra i mattoni, respiro profondamente, e con ampi gesti faccio scorrere la bomboletta lungo la parete. Intorno a me, l’aria s’impregna dell’odore di vernice.
Finisco la prima lettera, la N, ed è venuta grande e tondeggiante, proprio come la fa Nick. Allungo un piede a destra per cercare un altro appiglio e comincio a tracciare la seconda lettera. Mi trema il braccio, ma questa è più facile, e in un attimo finisco la I. Poi, mentre mi sposto per fare la lettera successiva, la corda mi strattona, io d’istinto mi allungo verso il muro in cerca di sostegno e la bomboletta finisce giù sul marciapiede con un gran fracasso. Mi aggrappo ai mattoni, sento il gelo che si in la nelle dita intorpidite. Un cane guaisce, ma nessuno esce a urlarmi Ehi, che cavolo ci fai lassù?. Lentamente alzo lo sguardo e mi accorgo che uno dei moschettoni d’ancoraggio sta penzolando nel vuoto.
«Ce la puoi fare» sussurra Nick. Guardo giù e nei suoi occhi rivedo la promessa di ieri sera, quando mi sono presentata in lacrime a casa sua: Tranquilla, qualunque cosa succeda, non ti lascerò appesa lassù, intesi?, mi ha detto ridendo, e io ci sono rimasta male perché in quel momento avevo bisogno che lui facesse la persona seria. Mi ha abbracciata, mi ha baciata forte e mi ha detto: «Non ti lascerò sola. Mai». Ero davvero arrabbiata con lui per quello che era successo a scuola dopo il pep rally, ma in quel momento era l’unico in grado di capire la rabbia che mi bruciava dentro.
Provo cautamente a dare una tirata alla corda, gli altri ancoraggi paiono stabili. Proseguo lateralmente e continuo a scrivere. Arrivo all’angolo dell’edificio che ho già fatto fuori due bombolette di vernice. Comincio con l’ultima lettera. Non ho calcolato bene le dimensioni del muro e le mie lettere sembrano i primi tentativi di scrittura dei bambini all’asilo: un po’ sghembe e schiacciate a fine rigo.
Finisco di tracciare la O, afferro la corda e mi spingo all’indietro in modo da vedere bene tutto il tag.

NIENTE&NESSUNO

È la nostra firma, mia e di Nick e di Dave e persino di Hailey. È il tag che nell’ultimo mese e mezzo abbiamo disseminato su decine di edifici in giro per la città. È una scritta che suona giusta, esatta, come se arrivasse da quel luogo schiacciato nel profondo della mia anima, dove le cose indicibili sono scritte in inchiostro invisibile su un lembo sgualcito del cuore.

[da Tracce di Wendy Mills, 2018]