25 ottobre 2016

Cavina canta Napoli (e anche la pizza)

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Bella Napoli è il nuovo titolo della collana Allacarta – in cui scrittori contemporanei raccontano le grandi città del mondo attraverso il cibo - firmato da Cristiano Cavina. Chi meglio di lui, che ha un lungo corso in pizzeria e che ha scritto un fortunato vademecum per chi adora questo piatto può accompagnarci alla scoperta della napoletanità e del suo ‘piatto’ totem?

A rendere più intrigante il gioco è il fatto che Cavina sia romagnolo, di Casola Valsenio, e che dunque il suo sia uno sguardo dichiaratamente eccentrico, da Viaggiatore Rimbambito. Uno sguardo che lo porta necessariamente alla divagazione divertita, come a dire: se a Napoli cerchi la pizza, finirai per trovare un’infinità di altre cose, dall’ombra lunga e magnifica di Maradona alle catacombe.

Sì, perché a Napoli c’è tutto: la sirena Partenope e lo spirito di Dieguito, gli alberghi con le stelle cadenti e la “trattoria napoletana tarocca”, i “grandi tronisti di uomini e donne”, le pizzerie in cui vanno i VIP e quelle in cui non va nessuno, che sono le preferite del “viaggiatore rimbambito” aka Cristiano Cavina.

Appunto: il viaggiatore rimbambito ama ciò che sta fuori dalla luce, dalle mode, dai luoghi comuni. E in questo libro veramente saporito vi farà assaggiare la città nascosta dietro la città.

 

Cristiano Cavina è di Casola Valsenio, sull’appennino tosco-emiliano. Ama e ha spesso scritto della propria terra: in “Alla grande”, in “Frutti dimenticati”, in “Scavare una buca”, tutti pubblicati con Marcos y Marcos. Fin da quando è ragazzo, quando può aiuta suo zio nella pizzeria di famiglia, “Il Farro”, naturalmente a Casola. Anche se a Napoli l’idea di un pizzaiolo del nord suona più strana di un ippopotamo nel Po.