27 giugno 2017

Le Variazioni Lucy: quando la musica è una responsabilità

Woman by piano

«Lucy guardò fuori dal finestrino. Solo tu. E la musica. Facile a dirsi per Will»

Lucy a 16 anni è già una brillante pianista, enfant prodige che si esibisce per il mondo e incide per etichette prestigiose. Ma durante il Festival di Praga qualcosa si rompe e il pianoforte diventa improvvisamente un nemico. Fino all’arrivo di Will, un carismatico insegnante, che…

 

Figlia di una facoltosa famiglia impegnata nel mecenatismo musicale, Lucy Beck-Moreau ha davanti a sé una grande carriera al pianoforte tra concorsi, concerti ed incisioni. Fino a quando durante un’esibizione un terribile shock la allontana dal palcoscenico e non solo: Lucy decide che non toccherà più i tasti del suo strumento. Ma il nuovo insegnante dell’altrettanto promettente fratellino Gus, Will, sa quali corde toccare per farle tornare il desiderio della musica: non vivendola come una sfida ma come una passione, un linguaggio. Un mondo da esplorare, e non un campo di battaglia. E in mezzo l’amore, la scuola, i sogni, la vita.
Lucy cerca per tutto il romanzo di sfuggire alla frustrazione per un talento il cui abbandono le viene costantemente rinfacciato, sia a parole che attraverso il silenzio, e contro una quotidianità che le appartiene solamente in parte: all’inseguimento del suo ruolo nel mondo, combatte per trovare ed emanciparsi, sul palco come nella vita, dalla sua ingombrante famiglia, alla ricerca della propria strada. Un grande romanzo in cui riconoscersi immediatamente, anche senza saper nemmeno fischiettare.

Sara Zarr (1970) ha vissuto tra gli Stati Uniti orientali (dove è nata) e la West Coast, dove vive oggi e dove ha ambientato Le Variazioni Lucy. Ha pubblicato numerosi romanzi per adolescenti che le sono valsi numerosi premi e riconoscimenti in patria e non solo: il suo esordio letterario Story of a Girl (La ragazza del mare, Fanucci 2009) è stato finalista al National Book Award.


Le Variazioni Lucy

Le Variazioni Lucy
  • AutoreSara Zarr
  • Collana Giralangolo - Narrativa | Ragazzi
  • ISBN 978-88-5923-833-1
  • Pagine 384
  • Data uscita 22-06-2017
  • Prezzo 15.00€ 12.75€
  • Disponibilità Disponibile

Il pianoforte, le prove, i concerti... la vita della sedicenne Lucy Beck-Moreau è tutta qui, fino a quando, durante un festival musicale a Praga, abbandona il palco prima che la sua esibizione abbia inizio. Pianista prodigio adorata per tutta la sua infanzia, ora è finalmente libera - una liceale qualunque. Il peso delle aspettative famigliari ricade così sull’altrettanto talentuoso fratellino Gus, cui viene assegnato un nuovo insegnante, il brillante concertista Will Devi. Lucy verrà a poco a poco conquistata dal carisma e dall’entusiasmo di Will, fino a comprendere quanto la musica sia una passione cui non vuole rinunciare – non più per appagare le ambizioni della famiglia ma esclusivamente per se stessa.

Un emozionante romanzo di apprendimento ambientato nell’affascinante e spietato mondo della musica classica, un viaggio al termine del quale Lucy ritroverà la passione per quello che, a causa dell’esasperante competitività, era diventato solo studio ossessivo e totalizzante. Quel mondo che tanti giovani strumentisti ben conoscono.

Lo sgabello del pianoforte aveva l’aria comoda. Lucy lanciò un’occhiata a suo padre che riposava, la testa ciondoloni, il bicchiere ancora in mano. Will stava studiando alcuni volumi sugli scaffali della libreria, come se cercasse un libro ben preciso.
Lucy si lasciò cadere sullo sgabello, le dita sfiorarono i tasti. Erano lisci, vivi. E invitanti. Come se la stessero aspettando da tempo.
Chiuse gli occhi.
La prima cosa che le uscì fu un passaggio del brano che stava studiando Gus. Bach. Lucy inciampò diverse volte. Will aveva ragione, quella settima diminuita era davvero insolita. Lo rifece a occhi chiusi, sbagliando ancora. E di nuovo, un’altra volta, ma più lentamente. Cercando e ricercando: il disegno, la musica.
Le sue dita cominciarono a scaldarsi, ma il suono che ne usciva mancava ancora di personalità. Non che Lucy si aspettasse di suonare subito alla perfezione. Non funzionava così. Se trascuri il talento, alla fine si prosciuga e
muore, significa che non te lo meriti. O perlomeno, così diceva nonno Beck.
Eppure, mentre suonava, Lucy capì. Capì che non si era prosciugato un bel niente. Si era semplicemente sopito.
Le sue dita non avevano perso quel dono tanto decantato da nonno Beck; sapevano ancora tradurre. Il suo cuore sapeva ancora ascoltare, e farsi portare dalla musica.
Nelle sue vene: vino, calore, vita. Decise di lasciar perdere Bach e proseguì con Il Cigno, di Saint-Saëns. Decisamente meglio. Il suo corpo si muoveva come una volta, cullandosi su certe frasi, le braccia fluttuanti e leggere, come una ballerina.
Poi passò a un pezzo di Duke Ellington di cui non ricordava il nome.
… some kiss may cloud memory…
Suo padre, spuntato alle sue spalle, cominciò a cantare.
E Lucy d’un tratto si ricordò: non era sola.
Fu come svegliarsi da un bel sogno con qualcuno che ti punta addosso una luce fortissima. Staccò bruscamente le dita dal pianoforte.