Musica e maschera

Il libretto italiano del Settecento

Musica e maschera
  • AutorePaolo Gallarati
  • Collana Documenti e saggi | Musica
  • ISBN 978-88-7063-032-9
  • Pagine 248
  • Data uscita 14-12-1989
  • Prezzo 18.50€
  • Disponibilità Disponibile

Lo sfrenato edonismo del dramma in musica all'inizio del Settecento; la funzione progressista esercitata da Metastasio nella storia del teatro musicale; la responsabilità dei compositori nella crisi del melodramma serio; la complementarietà 'ideologica' tra opera seria, opera comica e intermezzi nella prima metà del secolo; i legami di Metastasio con la commedeja pe mmuseca napoletana; la sfiducia di Goldoni nell'opera comica e i rapporti di questa con la commedia; il ruolo di Mozart come 'librettista': sono alcune delle prospettive critiche offerte da questo libro di Paolo Gallarati. L'opera italiana del Settecento è affrontata da un'angolazione inconsueta: quella del libretto per musica attraverso il quale l'autore ravvisa in filigrana la varietà delle forme musicali, ed evidenzia - per dir così - la controfigura di importanti caratteristiche temporali, drammaturgiche ed espressive conferite dai musicisti al melodramma nel corso del secolo. Gallarati inserisce le singole opere nel loro contesto culturale e ne estrae gli schemi formali alla luce delle diverse concezioni estetiche, documentate dalle fonti. Si definisce così una panoramica del melodramma italiano settecentesco sottratta a ogni tentativo di interpretazione evoluzionistica: l'opera buffa e Mozart non vengono più considerati come il felice coronamento di una progressiva emancipazione del melodramma dalle remore dell'opera seria, ritenuta sovente un genere difettoso dal punto di vista teatrale. Gallarati rivaluta infatti Metastasio quale drammaturgo e grande fautore del teatro musicale, accostando la sua opera a quella di Mozart e Da Ponte come gli unici prodotti teatrali in grado di esprimere, al massimo livello di perfezione artistica e di consapevolezza teorica, due momenti profondamente diversi ma altrettanto rappresentativi della cultura settecentesca.