L’individualità e l’idea di sinfonia

Un estratto da Le Sinfonie di Beethoven di Lewis Lockwood: un breve assaggio dell’accuratezza con cui l’analisi di Lockwood è condotta, anche attraverso una grande ricchezza di fonti.

 

Nel gennaio del 1826, poco più di un anno prima di morire, Beethoven ricevette la visita del giovane violinista Karl Holz, un fidato membro del suo entourage viennese. Il loro dialogo, per la parte di Holz, è registrato in uno dei quaderni di conversazione tramite i quali, negli ultimi anni di vita, l’anziano e sordo compositore comunicava con gli altri. Come al solito, Holz scriveva ciò che doveva dire, e Beethoven rispondeva parlando.

Holz: Questo è quanto mi è sempre mancato nella musica strumentale di Mozart.

Beethoven:_____.

Holz: La musica strumentale, soprattutto. – Uno specifico carattere in un lavoro strumentale. Cioè: nei suoi [di Mozart] lavori strumentali non si trova una rappresentazione [Darstellung] analoga a una condizione dello spirito, come accade invece con i vostri. Beethoven:_____.

Holz: Quando ascolto qualcosa mi domando sempre: che cosa rappresenta?

Beethoven:_____.

Holz: I vostri lavori hanno, sempre, un carattere davvero eccezionale.

Beethoven:_____.

Holz: Spiegherei la differenza tra i lavori strumentali di Mozart e i vostri in questo modo. Per uno dei vostri lavori un poeta potrebbe scrivere un solo poema, mentre per uno di Mozart potrebbe scriverne tre o quattro equivalenti.

Indipendentemente da quali possano essere state le risposte di Beethoven, la forza delle osservazioni di Holz rimane tanto chiara oggi quanto lo era stata allora, dato che il profilo altamente individualizzato delle sinfonie di Beethoven continua a imprimerle indelebilmente nella memoria di chiunque le abbia ascoltate. Ciò è vero per i musicisti a qualunque livello, ivi inclusi quelli storicamente orientati, che tendono a vederle nei contesti che circondavano e influenzavano la musica dell’epoca.

Ed è vero per la moderna critica culturale, che tende a considerarle portatrici di significati poetici, programmatici e sociali. Ed è vero per la grande maggioranza degli ascoltatori e dei frequentatori di concerti, che godono di questi lavori dal vivo o in registrazioni e continuano a trarne piacere, indipendentemente da quante volte li abbiano già ascoltati. Generazioni di ascoltatori si sono rivolte alle sinfonie di Beethoven non solo per la loro coerenza e integrità artistica, ma anche per avere accesso a un’esperienza che solo opere d’arte di questo livello possono trasmettere.

© EDT 2016 – Lewis Lockwood, Le Sinfonie di Beethoven