Jaques-Dalcroze: le regole del metodo![]() Un giovane musicista - foto di Davide Vismara Per la sua stessa essenza, la ritmica dalcroziana è un'educazione "alla" musica e "per mezzo" della musica, e può trovare applicazione in campi disparati. Per quanto riguarda la musica si va dall'educazione musicale per bambini e adulti dilettanti alla formazione strumentale e vocale, a un ascolto più sentito e cosciente in musicisti già diplomati, al solfeggio, all'improvvisazione; la sua valenza educativa può attrarre insegnanti di ogni ordine e grado, musicoterapeuti, logopedisti, psicologi; in campo artistico si rivolge ad attori, danzatori, registi, scenografi. [...] Una didattica centrata sul singolo e sul gruppo L'impostazione didattica del metodo si scosta da quella tradizionale che trasmette e impone nozioni seguendo uno schema rigido basato su spiegazione /studio /valutazione, per percorrere invece un cammino che pone al centro l'allievo come entità globale, già portatrice di competenze e capacità. Queste competenze sono il punto di partenza di un percorso che è valido per qualsiasi età; esse vengono sviluppate, collegate con acquisizioni precedenti, allargate ad altri campi di sapere, usate in maniera creativa e ludica, passando dalla partecipazione personale a quella collettiva in piccoli e grandi gruppi. Le acquisizioni vengono costantemente seguite e verificate tornando sull'argomento inserito in altri contesti e situazioni. In ogni lezione, al movimento indotto e sostenuto dall'insegnante con adeguate improvvisazioni al pianoforte, si aggiungono, a seconda dei casi, la voce, la percussione, suoni derivanti dal corpo, da oggetti, eventualmente suoni di altri strumenti. Ogni lezione comprende diversi tipi di improvvisazione e il solfeggio dalcroziano, sempre cantato. Per ottenere buoni risultati l'insegnante crea un clima di fiducia reciproca e di concentrazione, in modo tale che ogni membro del gruppo si senta a proprio agio e dia il meglio di sé nel rispetto verso gli altri, sia come individuo singolo sia come membro del gruppo. [...] (Data di pubblicazione: 12 giugno 2008)
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| Jaques Dalcroze torna in libreria | | Applicare Dalcroze oggi | | Una vita per la pedagogia | L'apprendimento di nozioni teoriche: prima la pratica poi la grammatica Le spiegazioni degli esercizi sono limitate. Come già detto, l'attività inizia con una percezione a livello motorio per allargarsi alla sfera cognitiva, creativa, socializzante. Segue, a seconda dell'età, la concettualizzazione di quanto è stato vissuto. Le regole teoriche, l'analisi, i dettati, la lettura - in altre parole la comprensione intellettuale - sono una conseguenza che scaturisce dall'esperienza pratica. Per ottenere buoni risultati l'insegnante crea un clima di fiducia reciproca e di concentrazione, in modo tale che ogni membro dia il meglio di sé. Ruolo degli oggetti nella ritmica Caratteristica del metodo è l'uso di oggetti quali cerchi, palle, palline, veli, elastici, corde, bastoncini, ecc. che vengono adoperati in infinite modalità. Spesso sono di sostegno al movimento, poiché aiutano ad assumere una consapevolezza corporea e invitano a strutturare lo spazio. A seconda del peso, della forma, del volume, del materiale di cui sono costituiti, suggeriscono movimenti, ritmi e suoni diversi; servono per realizzare nello spazio ritmi, forme, modelli di fraseggio, dinamica e agogica, e altri elementi musicali. Spesso diventano fonte di contatto in attività di gruppo fra due o più persone. Argomenti Dalcroze ha una visione ampia della musica. Per lui il ritmo è una manifestazione della vita, della scienza e dell'arte. Quando affronta il tema della teoria musicale non lo fa seguendo un ordine cronologico o geografico, ma trattando argomenti in cui agli elementi musicali si affiancano esempi tratti dalla vita, dalle arti o dalle scienze. Gli argomenti (sujets) sono temi di studio nella formazione dalcroziana, e accompagnano ogni dalcroziano nel suo percorso didattico. [...] dall'Introduzione a Il ritmo, la musica e l'educazione di Louisa Di Segni-Jaffé
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