Leggìo 18
Il mio viaggio in Italia
L'autore di "Temperamento" racconta il suo "tour" italiano [di Stuart Isacoff]
È possibile amare un intero paese? Pare di sì.
Ogni volta che un americano sa che farò un viaggio in Italia, la reazione è sempre la stessa: un sorriso nostalgico e un sospiro. Come potrebbe essere altrimenti? La bellezza del paesaggio, la quantità di opere d'arte nelle città, l'ottimo cibo e, soprattutto, il calore della gente - per usare le parole di Gershwin, "Who could ask for anything more?"
Così, la scorsa primavera, sono partito per l'Italia. Era il mio secondo 'tour', dato che già nel 2005 EDT aveva organizzato la presentazione del mio libro Temperamento. Storia di un enigma musicale al Festival della mente di Sarzana, al Festival Settembre Musica di Torino e a Milano - e gli amici Roberto Prosseda e Massimiliano Frani avevano collaborato aggiungendo le date di Prato e Vicenza. Quest'anno il percorso è iniziato nel magnifico Teatro Olimpico di Vicenza, dove sono stato invitato a introdurre un concerto delle Settimane Musicali con musiche di Beethoven, Haydn e Mendelssohn. La mia conferenza verteva sugli stili gemelli che hanno avuto origine da due dei figli di Bach - lo "Sturm und Drang" di Carl Philipp Emanuel Bach e l'eleganza lirica di Johann Christian Bach (evoluzione parallela che in tempi più recenti è stata rappresentata da un'altra coppia di 'fratelli musicali', John Lennon e Paul McCartney) - e su come questi stili differenti abbiano influenzato la ricezione critica dei compositori in programma (specialmente in relazione all'ingiusta accusa di Mendelssohn compositore 'leggero').
Seconda tappa a Cremona, facoltà di Musicologia dell'Università di Pavia; sono stato invitato dal professor Marco Mangani a tenere una conferenza per gli studenti: la sala aveva un pianoforte accordato con il temperamento equabile e un piccolo organo con accordatura mesotonica. Ho parlato dei secoli di dispute che hanno infiammato il dibattito sull'accordatura, e delle analoghe battaglie combattute nell'arte, nella religione, nella filosofia, nella scienza e nella politica. Molti studenti mi hanno incalzato con domande intelligenti sul significato di concetti come 'bello' e 'puro' in relazione alle armonie.
Pochi giorni dopo, all'Accademia Bartolomeo Cristofori di Firenze, il direttore Stefano Fiuzzi ha gentilmente esaudito la mia richiesta di disporre di tre pianoforti con diverse accordature: il temperamento equabile, il mesotonico a un quarto di comma e il Werckmeister III. Carlo Serafini, perfetto traduttore, e la pianista Jin Ju hanno accompagnato la presentazione. La sala era piena, il pubblico attento e interessato. Jin è una musicista straordinaria, e il repertorio che abbiamo eseguito insieme ha aiutato il pubblico a percepire con chiarezza le differenze tra temperamento equabile, mesotonico e ben temperato. Come esempio, ho dapprima suonato un pezzo di musica rinascimentale dalle armonie estremamente semplici per dare un saggio della serena bellezza delle terze maggiori nel mesotonico. Tuttavia, per dimostrare perché il temperamento mesotonico non possa essere utilizzato per una musica armonicamente più complessa, Jin ed io abbiamo trasformato la Sonata op. 31 n. 1 di Beethoven in un brano per due pianoforti. In quest'opera, Beethoven si muove rapidamente tra le tonalità: quando Jin (con il temperamento equabile) ed io (con il mesotonico) abbiamo eseguito le frasi alternandoci, i problemi sono diventati chiari: all'inizio della Sonata, nella tonalità di sol, e poi in quella di fa, tutto aveva un bel suono. Ma non appena si passava alla tonalità di si - terribilmente stonata nel mesotonico - Jin ha continuato a suonare deliziosamente, mentre io sembravo un treno sferragliante. In altri esempi, come nel commovente Preludio in mi minore di Chopin, in cui il compositore si muove fra le tonalità alla velocità di un Eurostar, e nell'Improvviso in sol bemolle di Schubert - che si addice solo al temperamento equabile - l'intensa esibizione di Jin al pianoforte ha sempre salvato la musica dagli orrori delle mie accordature insensate. Al contrario, penso che la mia esecuzione del Preludio in mi bemolle minore di Bach dal Libro I del Clavicembalo ben temperato nel Werckmeister III abbia dimostrato come il temperamento equabile non sia sempre il mezzo migliore per esprimere l'intensità emotiva di un'opera. Non avrei potuto desiderare un contesto più gradevole o una collaborazione migliore.
Al Conservatorio di Latina un altro grande artista, Roberto Prosseda, ha suonato come secondo pianista, e io ho avuto l'opportunità di ascoltare un incredibile gruppo di studenti durante le prove di musica rinascimentale; il loro suono era così affascinante che solo a fatica sono riuscito ad allontanarmi per la presentazione. È stata poi la volta di Lecce, dove il pianista Francesco Libetta ha organizzato la mia presentazione al Museo Provinciale "S. Castromediano" in collaborazione con l'Associazione Nireo. Francesco mi ha fatto da guida turistica durante il giorno, accompagnando me e mia moglie Adrienne (che mi ha raggiunto alla fine del tour) a visitare la città e i suoi dintorni. La presentazione di Temperamento ha radunato una discreta folla di persone: Francesco ha suonato come secondo pianista aggiungendo al nostro programma anche dei meravigliosi brani di Debussy - in seguito mi ha scritto per dirmi che quest'esperienza l'ha spinto a fare esperimenti con le accordature nei suoi concerti di musica rinascimentale.
L'ultima tappa del tour è stata Bari, dove il mio caro amico Emanuele Arciuli, uno dei più formidabili pianisti italiani, mi ha invitato a tenere una conferenza al Conservatorio. Oltre a due pianoforti, avevo a disposizione un clavicembalo, perfettamente accordato da Luigi Lamacchia. Nella stessa giornata, Emanuele ed io abbiamo registrato il tutto esaurito da Giannini Pianoforti per una conversazione sul libro: abbiamo parlato di musica e di musicisti, e mi sono esibito su un bellissimo Steinway.
Ovviamente il tour è durato troppo poco, ma durante ogni viaggio in Italia aumentano le amicizie e i ricordi, così come la percezione del fatto che la questione del temperamento e le battaglie culturali ad esso collegate rimangono un tema stimolante per i musicisti e per il grande pubblico degli appassionati.
Traduzione di Sara Viola Cabras
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Temperamento
Storia di un enigma musicale
Collana Risonanze | pp. 312, e 12,00
Un libro affascinante e singolare che racconta come si è giunti a risolvere uno dei più complessi problemi della teoria
musicale in Occidente. La storia di un dibattito che ha coinvolto i maggiori filosofi e musicisti del passato in una ricostruzione
dall'ineccepibile contenuto scientifico e culturale che si lascia leggere come un romanzo.
Il mio viaggio in Italia
L'autore di "Temperamento" racconta il suo "tour" italiano [di Stuart Isacoff]

Stuart Isacoff
Ogni volta che un americano sa che farò un viaggio in Italia, la reazione è sempre la stessa: un sorriso nostalgico e un sospiro. Come potrebbe essere altrimenti? La bellezza del paesaggio, la quantità di opere d'arte nelle città, l'ottimo cibo e, soprattutto, il calore della gente - per usare le parole di Gershwin, "Who could ask for anything more?"
Così, la scorsa primavera, sono partito per l'Italia. Era il mio secondo 'tour', dato che già nel 2005 EDT aveva organizzato la presentazione del mio libro Temperamento. Storia di un enigma musicale al Festival della mente di Sarzana, al Festival Settembre Musica di Torino e a Milano - e gli amici Roberto Prosseda e Massimiliano Frani avevano collaborato aggiungendo le date di Prato e Vicenza. Quest'anno il percorso è iniziato nel magnifico Teatro Olimpico di Vicenza, dove sono stato invitato a introdurre un concerto delle Settimane Musicali con musiche di Beethoven, Haydn e Mendelssohn. La mia conferenza verteva sugli stili gemelli che hanno avuto origine da due dei figli di Bach - lo "Sturm und Drang" di Carl Philipp Emanuel Bach e l'eleganza lirica di Johann Christian Bach (evoluzione parallela che in tempi più recenti è stata rappresentata da un'altra coppia di 'fratelli musicali', John Lennon e Paul McCartney) - e su come questi stili differenti abbiano influenzato la ricezione critica dei compositori in programma (specialmente in relazione all'ingiusta accusa di Mendelssohn compositore 'leggero').

Pochi giorni dopo, all'Accademia Bartolomeo Cristofori di Firenze, il direttore Stefano Fiuzzi ha gentilmente esaudito la mia richiesta di disporre di tre pianoforti con diverse accordature: il temperamento equabile, il mesotonico a un quarto di comma e il Werckmeister III. Carlo Serafini, perfetto traduttore, e la pianista Jin Ju hanno accompagnato la presentazione. La sala era piena, il pubblico attento e interessato. Jin è una musicista straordinaria, e il repertorio che abbiamo eseguito insieme ha aiutato il pubblico a percepire con chiarezza le differenze tra temperamento equabile, mesotonico e ben temperato. Come esempio, ho dapprima suonato un pezzo di musica rinascimentale dalle armonie estremamente semplici per dare un saggio della serena bellezza delle terze maggiori nel mesotonico. Tuttavia, per dimostrare perché il temperamento mesotonico non possa essere utilizzato per una musica armonicamente più complessa, Jin ed io abbiamo trasformato la Sonata op. 31 n. 1 di Beethoven in un brano per due pianoforti. In quest'opera, Beethoven si muove rapidamente tra le tonalità: quando Jin (con il temperamento equabile) ed io (con il mesotonico) abbiamo eseguito le frasi alternandoci, i problemi sono diventati chiari: all'inizio della Sonata, nella tonalità di sol, e poi in quella di fa, tutto aveva un bel suono. Ma non appena si passava alla tonalità di si - terribilmente stonata nel mesotonico - Jin ha continuato a suonare deliziosamente, mentre io sembravo un treno sferragliante. In altri esempi, come nel commovente Preludio in mi minore di Chopin, in cui il compositore si muove fra le tonalità alla velocità di un Eurostar, e nell'Improvviso in sol bemolle di Schubert - che si addice solo al temperamento equabile - l'intensa esibizione di Jin al pianoforte ha sempre salvato la musica dagli orrori delle mie accordature insensate. Al contrario, penso che la mia esecuzione del Preludio in mi bemolle minore di Bach dal Libro I del Clavicembalo ben temperato nel Werckmeister III abbia dimostrato come il temperamento equabile non sia sempre il mezzo migliore per esprimere l'intensità emotiva di un'opera. Non avrei potuto desiderare un contesto più gradevole o una collaborazione migliore.
Al Conservatorio di Latina un altro grande artista, Roberto Prosseda, ha suonato come secondo pianista, e io ho avuto l'opportunità di ascoltare un incredibile gruppo di studenti durante le prove di musica rinascimentale; il loro suono era così affascinante che solo a fatica sono riuscito ad allontanarmi per la presentazione. È stata poi la volta di Lecce, dove il pianista Francesco Libetta ha organizzato la mia presentazione al Museo Provinciale "S. Castromediano" in collaborazione con l'Associazione Nireo. Francesco mi ha fatto da guida turistica durante il giorno, accompagnando me e mia moglie Adrienne (che mi ha raggiunto alla fine del tour) a visitare la città e i suoi dintorni. La presentazione di Temperamento ha radunato una discreta folla di persone: Francesco ha suonato come secondo pianista aggiungendo al nostro programma anche dei meravigliosi brani di Debussy - in seguito mi ha scritto per dirmi che quest'esperienza l'ha spinto a fare esperimenti con le accordature nei suoi concerti di musica rinascimentale.
L'ultima tappa del tour è stata Bari, dove il mio caro amico Emanuele Arciuli, uno dei più formidabili pianisti italiani, mi ha invitato a tenere una conferenza al Conservatorio. Oltre a due pianoforti, avevo a disposizione un clavicembalo, perfettamente accordato da Luigi Lamacchia. Nella stessa giornata, Emanuele ed io abbiamo registrato il tutto esaurito da Giannini Pianoforti per una conversazione sul libro: abbiamo parlato di musica e di musicisti, e mi sono esibito su un bellissimo Steinway.
Ovviamente il tour è durato troppo poco, ma durante ogni viaggio in Italia aumentano le amicizie e i ricordi, così come la percezione del fatto che la questione del temperamento e le battaglie culturali ad esso collegate rimangono un tema stimolante per i musicisti e per il grande pubblico degli appassionati.
Traduzione di Sara Viola Cabras
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Temperamento
Storia di un enigma musicale
Collana Risonanze | pp. 312, e 12,00
Un libro affascinante e singolare che racconta come si è giunti a risolvere uno dei più complessi problemi della teoria
musicale in Occidente. La storia di un dibattito che ha coinvolto i maggiori filosofi e musicisti del passato in una ricostruzione
dall'ineccepibile contenuto scientifico e culturale che si lascia leggere come un romanzo.




















