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Intro | Appunti da una conferenza | Tracce | EDT/Siena Jazz |
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Perché la musica di Charlie Parker continua a emozionare a tanti anni di distanza? Nel suo libro Carl Woideck individua alcuni motivi di questa attualità. Per introdurre alla personalità del grande musicista, abbiamo pensato di sintetizzarli in cinque punti, presentando poi altrettante registrazioni in cui essi hanno particolare rilievo. A cura di Francesco Martinelli
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Sweet Georgia Brown
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| Prima di passare al contralto il giovane Parker suonava il sax tenore e questa registrazione amatoriale lo presenta proprio su questo strumento. Il suono è pieno, morbido e sensuale, lascia intravedere l’influenza di Lester Young nella pulizia, nell'uso limitato del vibrato e degli abrasivi “growl”. Parker mette in mostra un forte senso interno dello swing, sia che abbia come accompagnatori basso e chitarra o semplicemente spazzole suonate su una qualche superficie. |
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Embraceable You
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| Uno dei più famosi e impressionanti esempi della capacità d’invenzione melodica di Parker è il suo assolo su “Embraceable You” (1947). Per anni, gli studiosi e gli appassionati di Parker hanno espresso la loro meraviglia per come Parker utilizzi delle variazioni sul suo motivo d’apertura di sei note (apparentemente improvvisato) per unificare le prime otto battute del suo assolo. I musicisti di jazz delle epoche precedenti avevano ottenuto continuità nell’esecuzione degli assoli attraverso l’abbellimento e la parafrasi della melodia di una canzone. Nella loro ricerca di improvvisazioni sempre fresche e in evoluzione, e per raccogliere la sfida dell’improvvisazione su armonie difficili, musicisti dello stile swing più avanzato e del jazz moderno avevano cominciato ad abbandonare in larga misura durante gli assoli l’uso di riferimenti alla melodia originale. |
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Moose The Mooche
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| Le improvvisazioni di Parker in questa seduta mostrano un nuovo livello di coerenza e anticipano il meglio del suo lavoro del 1947-48. Non c’è più quella sensazione di frenesia che era emersa sui tempi veloci in alcune delle sue esibizioni del 1945; al suo posto un nuovo senso di sicurezza ed equilibrio che non entra in conflitto con le grandi capacità di invenzione e sorpresa tipiche di Parker. Diversi fattori contribuiscono probabilmente a quest’impressione generale. |
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Parker's Mood
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| In "Parker's Mood" Parker ha due occasioni di improvvisare. Infatti il brano è formato da un'introduzione, consistente di un breve intervento di Parker a tempo libero e di una breve introduzione guidata da Lewis che fissa il tempo del brano, e da due chorus improvvisati da Parker. Un chorus di Lewis e un terzo e ultimo chorus di Parker portano poi alla coda, basata sul materiale dell'introduzione, che chiude il brano. |
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Just Friends
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| Nel 1949 Parker crea uno dei suoi ultimi capolavori con “Just Friends” incisa nell'ambito del progetto “Parker with Strings”. Nei tre minuti del 78 giri si ascoltano tre chorus completi oltre all’introduzione, l’interludio e la coda. Dopo un’apertura abbastanza convenzionale, Parker entra con un’introduzione a tempo doppio che carica l’atmosfera di elettricità grazie allo schiocco ritmico con cui Parker, al suo solito, accenta i punti alti della melodia. Poi usa il primo chorus per esporre e abbellire la melodia, per allontanarsene dopo con grande libertà. |
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