Intro | Il libro | Ascoltare il suono | Lo strumento | La memoria >> | In giuria | Per chi si suona?
|
Lo memoria... una sedimentazione straordinaria |
|
||||||||||||
Voglio insistere sulla straordinaria forza di sedimentazione dei brani imparati a memoria durante l’infanzia e l’adolescenza.Appena si raggiunge la maggiore età, non soltanto la memoria registra un testo più lentamente, ma lo dimentica più rapidamente. Quando avevo sedici anni, potevo leggere a prima vista un Notturno di Chopin e subito dopo suonarlo a memoria. Ma questo non è un caso insolito tra i giovani pianisti. È invece più significativo il fatto che possa ricordarmi velocemente quasi tutto quello che ho imparato prima dei vent’anni, e credo che lo stesso valga per un buon numero di pianisti. È passato molto tempo da quando ho dovuto riguardare lo spartito del Quarto Concerto di Beethoven o dell’ “Appassionata”, se non per assicurarmi di aver prestato la stessa attenzione al fraseggio di quando affrontai questi pezzi per la prima volta. Adesso cambiare la diteggiatura di un brano che ho imparato da bambino mi richiede uno sforzo particolare. Ripensare il fraseggio, le dinamiche e il tempo è più facile che rivedere la diteggiatura: le questioni puramente tecniche devono diventare praticamente inconsce, una routine, mentre una consapevolezza almeno parziale va a beneficio dell’interpretazione. Però se ho imparato a memoria un brano soltanto cinque anni fa, oggi devo tornare a riguardare la musica non proprio come se non l’avessi mai vista, ma comunque come se si trattasse di un brano quasi sconosciuto. Ci sono metodi per addestrare la memoria da adulti (Gieseking ne sviluppò uno, e anche Dimitri Mitropoulos, che memorizzava addirittura il nome di tutti gli orchestrali di un’orchestra sconosciuta ancor prima della prima prova), ma non funzionano per tutti. [...] La memoria più potente e più precoce è di tipo involontario, per così dire innata. Per questo è un grande vantaggio imparare a suonare il pianoforte molto giovani, e infatti la maggior parte dei pianisti professionisti ha iniziato a quattro o cinque anni. C’è un famoso aneddoto su Nadia Boulanger, l’insegnante di tantissimi compositori americani degli anni Venti e Trenta: quando un amico le chiese di consigliargli un maestro per suo figlio, lei volle prima sapere quanti anni avesse il bambino. «Sette», disse il suo amico. «Troppo tardi » rispose Mademoiselle Boulanger. Ovviamente non è mai troppo tardi per imparare a suonare il pianoforte per piacere personale, ma suonarlo professionalmente è come camminare su un filo: se si comincia troppo in là con gli anni, si cade. Non solo i pianisti, come gli acrobati del circo, iniziano molto presto, ma generalmente sanno già dall’inizio che una faranno carriera professionale. [...] Charles Rosen Piano notes dal capitolo "I conservatori e i concorsi" |



















La memoria più potente e più precoce è di tipo involontario, per così dire innata. Per questo è un grande vantaggio imparare a suonare il pianoforte molto giovani 

Voglio insistere sulla straordinaria forza di sedimentazione dei brani imparati a memoria durante l’infanzia e l’adolescenza.