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        <title>Jazz Podcast</title>
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        <copyright>&#x2117; &#x26; &#xA9; 2006 EDT</copyright>
        <itunes:subtitle>La storia del Jazz.</itunes:subtitle>
        <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
        <itunes:summary>Jazz Podcast &#xE8; il primo podcast di jazz in Italia. Per ascoltare musica, per saperne di pi&#xF9;, per scoprire i segreti dei capolavori del jazz guidati dai maggiori esperti italiani. A cura di Stefano Zenni, prodotto dalla EdT e dalla Societ&#xE0; Italiana di Musicologia Afroamericana.</itunes:summary>
        <description>La storia del Jazz</description>
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        <pubDate>Wed, 11 Apr 2007 11:00:14 +0200</pubDate>
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            <title>001 - King Porter Stomp</title>
            <description>Il racconto e l'analisi della storia di King Porter Stomp di Jelly Roll Morton. Composto intorno al 1910, questo ragtime jazzistico negli anni Venti forn&#xEC; l'occasione a Fletcher Henderson di sperimentare nuove tecniche di arrangiamento orchestrale, da cui poi scatur&#xEC; il jazz da ballo dominato da Benny Goodman. Gli esempi illustrano le trasformazioni formali che legano le idee di Morton al linguaggio dell'Era dello Swing.</description>
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            <pubDate>Mon, 16 Oct 2006 06:59:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Quando Jelly Roll Morton invent&#xF2; lo Swing</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Il racconto e l'analisi della storia di King Porter Stomp di Jelly Roll Morton. Composto intorno al 1910, questo ragtime jazzistico negli anni Venti forn&#xEC; l'occasione a Fletcher Henderson di sperimentare nuove tecniche di arrangiamento orchestrale, da cui poi scatur&#xEC; il jazz da ballo dominato da Benny Goodman. Gli esempi illustrano le trasformazioni formali che legano le idee di Morton al linguaggio dell'Era dello Swing.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Jelly, Roll, Morton, Roll Morton, jazz, storia del jazz, storia della musica</itunes:keywords>
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            <title>002 - on a Turquoise Cloud</title>
            <description>Il punto focale della musica di Ellington &#xE8; stato il timbro, la combinazione inedita di colori orchestrali. Al tempo stesso essa cela un intreccio di simboli sonori che, adeguatamente decifrati, svelano un pensiero narrativo e teatrale. Nel capolavoro del 1947 qui analizzato, ruoli degli strumenti, timbri, scrittura e forma delineano una scena d'amore di stupefacente bellezza e sensualit&#xE0;.</description>
            <link>http://www.edt.it/musica/podcast/2006_10.php</link>
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            <pubDate>Mon, 30 Oct 2006 15:00:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Il teatro immaginario di Duke Ellington</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Il punto focale della musica di Ellington &#xE8; stato il timbro, la combinazione inedita di colori orchestrali. Al tempo stesso essa cela un intreccio di simboli sonori che, adeguatamente decifrati, svelano un pensiero narrativo e teatrale. Nel capolavoro del 1947 qui analizzato, ruoli degli strumenti, timbri, scrittura e forma delineano una scena d'amore di stupefacente bellezza e sensualit&#xE0;.</itunes:summary>
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            <title>003 - Giuseppe Verdi's Blues</title>
            <description>Ottocento. New Orleans. Lussuosi teatri d'opera con 4100 posti a sedere. Le arie di Rossini, Bellini, Verdi... sembrerebbe che nulla si possa rubricare come pi&#xF9; lontano dal jazz; da quella "musica sincopata" del '900 che a magnificenti teatri prefer&#xEC; i bordelli che al Rigoletto antepose il blues. Ma davvero tutta quella soverchiante passione che infiamm&#xF2; i cuori dei cittadini della metropoli della Louisiana per tutto l'Ottocento (ossia il teatro d'opera) si spense con l'avvento del jazz? Effettivamente suonerebbe come bislacco un accostamento tra Il Trovatore e un blues di Sidney Bechet. Nondimeno...</description>
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            <pubDate>Mon, 20 Nov 2006 15:00:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Opera e Jazz a New Orleans</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Luca Bragalini</itunes:author>
            <itunes:summary>Ottocento. New Orleans. Lussuosi teatri d'opera con 4100 posti a sedere. Le arie di Rossini, Bellini, Verdi... sembrerebbe che nulla si possa rubricare come pi&#xF9; lontano dal jazz; da quella "musica sincopata" del '900 che a magnificenti teatri prefer&#xEC; i bordelli che al Rigoletto antepose il blues. Ma davvero tutta quella soverchiante passione che infiamm&#xF2; i cuori dei cittadini della metropoli della Louisiana per tutto l'Ottocento (ossia il teatro d'opera) si spense con l'avvento del jazz? Effettivamente suonerebbe come bislacco un accostamento tra Il Trovatore e un blues di Sidney Bechet. Nondimeno...</itunes:summary>
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            <title>004 - Ko-Ko</title>
            <description> Nel 1945 Charlie Parker registra Ko-Ko, uno dei suoi primi capolavori. Basato sulle armonie di Cherokee, una canzoncina di qualche anno prima, Ko-Ko &#xE8; il punto di arrivo di un lungo lavoro di scavo, ricerca e sperimentazione, che porta Parker a maturare una nuova concezione solistica. Velocit&#xE0;, improvvisi, cambi di umore, architettura imprevedibile, angoscia e humor, citazioni di canti di uccelli e di classici del jazz sono concentrati in tre minuti di musica bruciante.</description>
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            <pubDate>Wed, 6 Dec 2006 18:25:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Charlie Parker a volo d'uccello</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Nel 1945 Charlie Parker registra Ko-Ko, uno dei suoi primi capolavori. Basato sulle armonie di Cherokee, una canzoncina di qualche anno prima, Ko-Ko &#xE8; il punto di arrivo di un lungo lavoro di scavo, ricerca e sperimentazione, che porta Parker a maturare una nuova concezione solistica. Velocit&#xE0;, improvvisi, cambi di umore, architettura imprevedibile, angoscia e humor, citazioni di canti di uccelli e di classici del jazz sono concentrati in tre minuti di musica bruciante.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, charlie parker, parker</itunes:keywords>
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            <title>005 - I mille volti di Liza</title>
            <description>Liza di George Gershwin &#xE8; una canzone che il grande pianista Teddy Wilson ha inciso molte volte nei primi anni della sua carriera. In questo podcast scopriamo in che modo Wilson ha utilizzato tecniche compositive, come la modulazione, che di solito sono pianificate a tavolino e che qui invece sono improvvisate. Attraverso il confronto delle varie versioni, emerge anche la strabiliante limpidezza tecnica e di tocco del pianista, frutto di una profonda conoscenza di Scarlatti. Infatti, ascoltando una registrazione di prova si scopre che... </description>
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            <pubDate>Fri, 02 Feb 2007 12:30:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Teddy Wilson tra Gershwin e Scarlatti</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Liza di George Gershwin &#xE8; una canzone che il grande pianista Teddy Wilson ha inciso molte volte nei primi anni della sua carriera. In questo podcast scopriamo in che modo Wilson ha utilizzato tecniche compositive, come la modulazione, che di solito sono pianificate a tavolino e che qui invece sono improvvisate. Attraverso il confronto delle varie versioni, emerge anche la strabiliante limpidezza tecnica e di tocco del pianista, frutto di una profonda conoscenza di Scarlatti. Infatti, ascoltando una registrazione di prova si scopre che...</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, Teddy Wilson, Wilson, Gershwin, George Gershwin, Scarlatti</itunes:keywords>
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            <title>006 - One hour</title>
            <description>In questo podcast scopriamo come nasce il genere della ballad e come essa sia intimamente legata alla maturazione di Coleman Hawkins, l'"inventore" del sax tenore, nonch&#xE8; colui che ha sviluppato una vera e propria retorica solistica.</description>
            <link>http://www.edt.it/musica/podcast/2007_03.php</link>
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            <pubDate>Fri, 16 Mar 2007 15:35:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Coleman Hawkins e l'invenzione della ballad</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>In questo podcast scopriamo come nasce il genere della ballad e come essa sia intimamente legata alla maturazione di Coleman Hawkins, l' "inventore" del sax tenore, nonch&#xE8; colui che ha sviluppato una vera e propria retorica solistica.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, Coleman, Coleman Hawkins, Hawkins, ballad</itunes:keywords>
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            <title>007 - Un Poco Loco</title>
            <description>In questo podcast abbiamo l'opportunit&#xE0; di scoprire il metodo di lavoro compositivo e improvvisativo di Bud Powell, uno dei giganti del panismo jazz. Confrontando tre versioni di Un Poco Loco (1951) - due di prova e una definitiva - siamo in grado di cogliere quanto complesso ed elaborato fosse il concetto di forma nel bebop, e come il jazz sia sempre il risultato di un lavoro collettivo.</description>
            <link>http://www.edt.it/musica/podcast/2007_04.php</link>
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            <pubDate>Wed, 11 Apr 2007 11:00:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Bud Powell, un poco loco ma non del tutto</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>In questo podcast abbiamo l'opportunit&#xE0; di scoprire il metodo di lavoro compositivo e improvvisativo di Bud Powell, uno dei giganti del panismo jazz. Confrontando tre versioni di Un Poco Loco (1951) - due di prova e una definitiva - siamo in grado di cogliere quanto complesso ed elaborato fosse il concetto di forma nel bebop, e come il jazz sia sempre il risultato di un lavoro collettivo.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, Bud Powell, Powell, un poco loco, poco loco, jazz</itunes:keywords>
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            <title>008 - Bernie's Tune e Love Me or Leave Me</title>
            <description>Il jazz &#xE8; di certo una musica per solisti, ma &#xE8; nato come musica collettiva e ha conosciuto stagioni di intensa ricerca polifonica. All'inizio degli anni Cinquanta Gerry Mulligan, baritonista e compositore, ha esplorato in un singolare quartetto con Chet Baker e senza pianoforte le possibilit&#xE0; del contrappunto scritto e improvvisato. In questo podcast analizziamo due capolavori, Bernie's Tune e Love Me or Leave Me.</description>
            <link>http://www.edt.it/musica/podcast/2007_05.php</link>
            <category domain="">Jazz</category>
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            <pubDate>Tue, 29 May 2007 11:40:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>I contrappunti swing di Gerry Mulligan</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Il jazz &#xE8; di certo una musica per solisti, ma &#xE8; nato come musica collettiva e ha conosciuto stagioni di intensa ricerca polifonica. All'inizio degli anni Cinquanta Gerry Mulligan, baritonista e compositore, ha esplorato in un singolare quartetto con Chet Baker e senza pianoforte le possibilit&#xE0; del contrappunto scritto e improvvisato. In questo podcast analizziamo due capolavori, Bernie's Tune e Love Me or Leave Me.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, Gerry Mulligan, Mulligan, contrappunti swing, Bernie's Tune, Love Me or Leave Me</itunes:keywords>
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            <title>009 - Jive at Five</title>
            <description>Lester Young &#xE8; stato uno dei pi&#xF9; grandi solisti della storia del jazz. Innovatore della sonorit&#xE0;, melodista originale e sempre ispirato, ha imposto una nuova concezione della forma dell'assolo. Per comporenderla, analizziamo nota per nota la sua improvvisazione in Jive at Five, un capolavoro dell'orchestra di Count Basie del 1939..
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            <link>http://www.edt.it/musica/podcast/2007_07.php</link>
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            <pubDate>Mon, 16 Jul 2007 11:40:14 +0200</pubDate>
            <itunes:subtitle>Le melodiose architetture di Lester Young</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Lester Young &#xE8; stato uno dei pi&#xF9; grandi solisti della storia del jazz. Innovatore della sonorit&#xE0;, melodista originale e sempre ispirato, ha imposto una nuova concezione della forma dell'assolo. Per comporenderla, analizziamo nota per nota la sua improvvisazione in Jive at Five, un capolavoro dell'orchestra di Count Basie del 1939.</itunes:summary>
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            <title>010 - Organ Grinder's Swing</title>
            <description>L'orchestra di Jimmie Lunceford, oggi purtroppo semidimenticata, fu una delle formazioni nere pi&#xF9; straordinarie degli anni Trenta, per precisione esecutiva, senso dello swing, eccentricit&#xE0; di repertorio. Uno degli artefici del sound di Lunceford fu l'arrangiatore e trombettista Sy Oliver, che nel 1934 arrangi&#xF2; un brano di Will Hudson, Organ's Grinder's Swing. All'apparenza sembra un omaggio ad Ellington e un gradevole blues dalle sonorit&#xE0; curiose: di fatto &#xE8; un ricco, complesso viaggio attraverso le tante forme del blues e i sorprendenti colori dell'orchestra jazz.</description>
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            <pubDate>Fri, 19 Oct 2007 00:00:01 +0100</pubDate>
            <itunes:subtitle>Il blues dell'organetto di Jimmie Lunceford</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>L'orcherstra di Jimmie Lunceford, oggi purtroppo semidimenticata, fu una delle formazioni nere pi&#xF9; straordinarie degli anni Trenta, per precisione esecutiva, senso dello swing, eccentricit&#xE0; di repertorio. Uno degli artefici del sound di Lunceford fu l'arrangiatore e trombettista Sy Oliver, che nel 1934 arrangi&#xF2; un brano di Will Hudson, Organ's Grinder's Swing. All'apparenza sembra un omaggio ad Ellington e un gradevole blues dalle sonorit&#xE0; curiose: di fatto &#xE8; un ricco, complesso viaggio attraverso le tante forme del blues e i sorprendenti colori dell'orchestra jazz.</itunes:summary>
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            <title>011 - Line Up</title>
            <description>Lennie Tristano &#xE8; stato uno dei giganti del jazz del dopoguerra, e la sua opera attende ancora di essere adeguatamente studiata. In questo podcast analizziamo il capolavoro Line Up, che apre il disco &#xAB;Lennie Tristano&#xBB; del 1955: un brano in cui convergono il mascheramento di una vecchia canzone, la nuova tecnologia del nastro magnetico, il superamento delle forme tradizionali del jazz, l'abbattimento di alcuni principi intoccabili dell'estetica jazz. Un brano di enorme impatto, destinato a influenzare le nuove generazioni di pianisti e a mutare a lungo termine la percezione dell'improvvisazione jazz.</description>
            <link>http://www.edt.it/musica/podcast/2007_11.php</link>
            <category domain="">Jazz</category>
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            <pubDate>Tue, 20 Nov 2007 00:00:01 +0100</pubDate>
            <itunes:subtitle>L'avanguardia di Lennie Tristano</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Lennie Tristano &#xE8; stato uno dei giganti del jazz del dopoguerra, e la sua opera attende ancora di essere adeguatamente studiata. In questo podcast analizziamo il capolavoro Line Up, che apre il disco &#xAB;Lennie Tristano&#xBB; del 1955: un brano in cui convergono il mascheramento di una vecchia canzone, la nuova tecnologia del nastro magnetico, il superamento delle forme tradizionali del jazz, l'abbattimento di alcuni principi intoccabili dell'estetica jazz. Un brano di enorme impatto, destinato a influenzare le nuove generazioni di pianisti e a mutare a lungo termine la percezione dell'improvvisazione jazz.</itunes:summary>
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            <title>012 - Il suono e la voce</title>
            <description>Al contrario che nella musica classica, nel jazz la voce e lo strumento sovrappongono tecniche, modalit&#xE0; espressive, tecniche, in uno scambio continuo di ruoli: la voce imita lo strumento e viceversa. In questo podcast si ascoltano le strabilianti tecniche con cui King Oliver, Bubber Miley, Joe "Tricky Sam" Nanton hanno piegato gli strumenti occidentali a sonorit&#xE0; totalmente nuove, e come la voce umana in occidente si &#xE8; trasformata in strumento attraverso la distorsione africana dell'emissione.</description>
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            <category domain="">Jazz</category>
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            <pubDate>Fri, 04 Jan 2008 00:00:01 +0100</pubDate>
            <itunes:subtitle>da King Oliver a Roy Eldridge</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Al contrario che nella musica classica, nel jazz la voce e lo strumento sovrappongono tecniche, modalit&#xE0; espressive, tecniche, in uno scambio continuo di ruoli: la voce imita lo strumento e viceversa. In questo podcast si ascoltano le strabilianti tecniche con cui King Oliver, Bubber Miley, Joe "Tricky Sam" Nanton hanno piegato gli strumenti occidentali a sonorit&#xE0; totalmente nuove, e come la voce umana in occidente si &#xE8; trasformata in strumento attraverso la distorsione africana dell'emissione.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, King Oliver, Bubber Miley, Joe Tricky Sam Nanton, strumento, voce</itunes:keywords>
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            <title>013 - Valse Hot</title>
            <description>il jazz &#xE8; stato a lungo una musica da ballo. I ritmi di danza per&#xF2; non erano quelli della tradizione europea ma risalgono alla musica dell&#x2019;Africa occidentale. Per questo motivo il tempo in 3/4 &#xE8; sempre apparso anomalo e estraneo alla tradizione jazzistica. In questo podcast raccontiamo come il ritmo del valzer si sia diffuso progressivamente nel jazz, dai primi esempi degli anni Dieci fino alla fioritura degli anni Cinquanta.</description>
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            <category domain="">Jazz</category>
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            <pubDate>Fri, 01 Feb 2008 00:00:01 +0100</pubDate>
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            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>Il jazz &#xE8; stato a lungo una musica da ballo. I ritmi di danza per&#xF2; non erano quelli della tradizione europea ma risalgono alla musica dell&#x2019;Africa occidentale. Per questo motivo il tempo in 3/4 &#xE8; sempre apparso anomalo e estraneo alla tradizione jazzistica. In questo podcast raccontiamo come il ritmo del valzer si sia diffuso progressivamente nel jazz, dai primi esempi degli anni Dieci fino alla fioritura degli anni Cinquanta.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, jazz, valzer</itunes:keywords>
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            <title>014 - Maple Leaf Rag</title>
            <description>In questo podcast si entra nel cuore di uno dei capolavori della musica afroamericana, il ragtime Maple Leaf Rag, per osservarne le trasformazioni di forma, carattere e contenuto attraverso il passaggio dal repertorio ragtime al jazz. Partendo da un'inedita esecuzione del pianista Marco Fumo passando attraverso le incisioni di Jelly Roll Morton, Sidney Bechet e Earl Hines, si coglie il senso della trasformazione stilistica del jazz, fino all'avanguardia di Anthony Braxton, che affronta con intelligenza e creativit&#xE0; il classico di Scott Joplin.</description>
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            <pubDate>Mon, 05 May 2008 00:00:01 +0100</pubDate>
            <itunes:subtitle>Percorsi di in capolavoro fra ragtime e jazz</itunes:subtitle>
            <itunes:author>A cura di Stefano Zenni</itunes:author>
            <itunes:summary>In questo podcast si entra nel cuore di uno dei capolavori della musica afroamericana, il ragtime Maple Leaf Rag, per osservarne le trasformazioni di forma, carattere e contenuto attraverso il passaggio dal repertorio ragtime al jazz. Partendo da un'inedita esecuzione del pianista Marco Fumo passando attraverso le incisioni di Jelly Roll Morton, Sidney Bechet e Earl Hines, si coglie il senso della trasformazione stilistica del jazz, fino all'avanguardia di Anthony Braxton, che affronta con intelligenza e creativit&#xE0; il classico di Scott Joplin.</itunes:summary>
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            <itunes:keywords>Stefano Zenni, Zenni, Maple Leaf Rag, Scott Joplin, ragtime</itunes:keywords>
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