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La reverenza al mito di uno Schubert tutto modestia e candore, artista "naturale" e creatore "inconsapevole" di melodie immortali, non rispecchia né la pienezza tragica della sua vita né il suo forte impegno artistico, al quale destinò i più alti messaggi interiori e subordinò la propria amara vicenda esistenziale e professionale. Creato nell'Ottocento romantico sulla falsariga del "maestro del Lied", questo mito si è tramandato fino a noi perpetrando un falso, prima ancora che critico, umano.
Attraverso l'attento vaglio delle testimonianze originali, questo studio affronta alcuni degli enigmi che continuano a circondare la figura umana e artistica di Schubert: dai misteri sottesi a una biografia sommersa, povera di avvenimenti ma non di conflitti - su tutti il tema, finora sovente rimosso, dell'omosessualità -, agli elementi stilistici e simbolici che chiariscono, nei diversi generi (anche in quelli apparentemente secondari) la sostanza compositiva fondamentale e distintiva della sua musica. La nuova immagine che ne risulta indica, dietro la maschera di una doppia natura, l'esistenza di un altro Schubert, sfuggente ma non incomprensibile: la parte più vera del suo stesso mito.
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Aspetti della biografia
È raro nell'Ottocento il caso di un musicista la cui biografia sia così povera di avvenimenti come quella di Schubert: forse solo quella di Bruckner potrebbe, sotto certi aspetti, starle accanto. Per descriverla basterebbero poche pagine; e per lunghi periodi, anche di anni, ci sarebbe ugualmente poco da dire, se non che Schubert visse, poveramente, e scrisse musica con straordinaria, spaventosa fertilità.
La sua esistenza si svolse quasi tutta entro le mura di Vienna e fu l'esistenza di un uomo schivo, appartato, che sembra non curarsi di ciò che lo circondava: venuto al mondo soltanto per comporre, come parve ai più intimi. Non ebbe cariche ufficiali né impieghi stabili, almeno da quando, e fu assai presto, decise di non volerne affatto. Non viaggiò per l'Europa come concertista, pianista o direttore, e non attirò su di sé l'attenzione dei circoli internazionali, che ne ignorarono a lungo perfino l'identità. Non riscosse molti successi con gli editori e non ebbe esecuzioni pubbliche importanti, salvo una, verso la fine della vita: l'unica nella quale si parlasse finalmente solo di lui, del compositore Franz Schubert. E ancora. Non si sposò, non ebbe mai una casa propria né una rendita fissa, non amori alla luce del sole e, per quanto ne sappiamo, contrasse una malattia sospetta di natura sessuale, delle cui conseguenze morì ad appena trentun'anni e nove mesi d'età. Non, non, non: a quanto pare, una biografia di Schubert si potrebbe scrivere solo per successive negazioni.
Sergio Sablich
dal Capitolo I di L'altro Schubert
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Sergio Sablich
Sergio Sablich è stato musicologo, critico musicale e docente al Conservatorio di Firenze. Ha pubblicato, tra l'altro, una monografia su Ferruccio Busoni (EDT, 1982). All'attività di studioso ha alternato quella di organizzatore musicale, come direttore artistico dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, sovrintendente dell'Opera di Roma e direttore artistico dell'Orchestra della Toscana.
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Nel saggio è affrontato uno dei nodi centrali di ogni monografia musicale: il rapporto tra le tantissime opere, - nel caso di Schubert si pensi solo agli oltre 600 Lieder! - e le composizioni che offrono una chiave interpretativa « dell' opera»....
Invece che sulla biografia monumentale, che sui musicisti maggiori quasi sempre esiste già, L'Altro Schubert sembra voler far perno sulla passata saggistica per corrergene gli errori e aggiornare le prospettive pur dando un quadro complessivo del compositore: un modello inedito valido anche per il futuro?....
19-03-2004 Giovanni Fratello
Si sentiva fortemente il bisogno di un libro che spiegasse perchè uno dei più grandi compositori nelle storia dell' umanità, il quale raggiunse presto una maturità artistica straordinaria, ebbe una vita in apparenza priva di interesse . Schubert infatti passò gran parte dei suoi giorni a Vienna e non ebbe mai riconoscimenti all' altezza del suo genio nè rapporti amorosi dichiarati. Aveva però un gruppo consistente di amici, ai quali dobbiamo gran parte delle testimonianze sul suo carattere. Sergio Samblich ha avuto la sensibilità e l' intelligenza necessarie per leggere tra le righe di quelle testimonianze (alcune lettere sono scritte in una specie di codice per iniziati) e trarne la conclusione più logica: che Schubert (come molti dei suoi amici) fosse omosessuale, e che la nebbia che ha circondato la sua vita privata derivasse soprattutto dalla necessità di occultarla, soprattutto nei suoi aspetti meno edificanti.
18-03-2004 Stephen Hastings Musica (Zecchini Editore)
Di fatto, il saggio di Sablich possiede il dono della sintesi, della chiarezza, della densità dei contenuti, tutte qualità che, unite alla forza delle argomentazioni, lasciano prevedere che questo libro diventerà un punto di riferimento per chi voglia ricomporre in una unità coerente l'immagine di Schubert, ben al di là dei confini dell'editoria musicale italiana.
09-04-2003 Arrigo Quattrocchi
SCHUBERT, UN GENIO TRA FANGO E CIELO Liberare le sue vicende biografiche da immagini idealizzate e consapevolmente false, dall'«ostinato permanere di ottusi luoghi comuni»: è il primo obiettivo, apertamente dichiarato, di questa nuova biografia dedicata a Franz Schubert. Notizia dopo notizia, citando persone, documenti, incontri, testimonianze indiscutibili, il racconto di Sablich raggiunge il proprio scopo.
20-01-2003 Sandro Cappelletto Fondazione Scuola di Musica di Fiesole
IL NODO ESISTENZIALE DELL'UOMO SCHUBERT L'essere romanzo veridico di una vita consacrata all'arte più che fatto musicologico in senso stretto, è il segno distintivo di un libro prezioso ancor più nell'intima statura morale dell'approccio che nei risultati, pure egregi, dell'approfondimento analitico.
18-12-2002 Michele Porzio
ORA SCHUBERT NON HA PIÙ MISTERI Il più completo e asciutto ritratto fin qui tentato. Il carattere dell'uomo viene profilato con una nettezza, una forza, un'efficacia narrativa straordinarie.
Alla grandezza dello Schubert creatore, Sablich dedica un'analisi esemplare per dottrina ma soprattutto appassionata e coinvolgente.
23-07-2002 Francesco Maria Colombo Corriere della Sera (RCS Editori )
UNO SCHUBERT DAVVERO FURIOSO Si legga con temperamento, questo saggio di Sablich: una pagina al giorno, quasi un breviario, altrimenti la passione che anima queste pagine potrebbe schiacciare il lettore.
26-06-2002 Quirino Principe Il sole 24 ore
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