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| Intro | Intervista a Emanuele Segre | L'estratto | ||
Un’autobiografia e una dichiarazione d’amore per la chitarra. |
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Narrato in prima persona da Glenn Kurtz, Suite per chitarra sola racconta l’apprendistato di un giovanissimo e dotato chitarrista (lo stesso Kurtz) fino alla presa di coscienza che, nonostante il talento, non sarebbe mai riuscito a sfondare veramente nell’esclusivo campo del concertismo professionale. Suite per chitarra sola è anche un libro dedicato alla storia e al piacere della chitarra; i capitoli autobiografici sono infatti alternati, in un sapiente gioco narrativo, con dei capitoli dedicati allo studio e al repertorio della chitarra, strumento finora ingiustamente trascurato dal mondo editoriale. Pubblicato nel 2007 da Knopf, Suite per chitarra sola ha ottenuto un buon successo negli Stati Uniti: il suo gioco di rimandi tra esperienza personale e saggistica musicale lo rende infatti un libro utile e interessante non solo per i chitarristi ma per chiunque si sia cimentato nello studio di uno strumento musicale, con o senza ambizioni professionali. |
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| L'INTERVISTA | ||
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Quanto è difficile diventare un chitarrista professionista? È decisivo l'incontro con un grande maestro? E perché proprio la chitarra? Emanuele Segre risponde a queste e altre domande nell'intervista su Leggìo 19. A cura di Sergio Bestente. >> Continua |
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| L'ESTRATTO | ||
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Sei corde di emozione e concentrazione Mi siedo per esercitarmi. Apro la custodia ed estraggo lo strumento, una chitarra classica realizzata con il portale di una chiesa spagnola. Batto il diapason sul ginocchio, poi lo avvicino all’orecchio e pizzico delicatamente una corda libera. >> Continua |
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| LE RECENSIONI DELLA STAMPA ESTERA | ||
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Los Angeles Times [17 giugno 2007] Practicing si legge, per così dire, come se fosse una storia d’amore: un ragazzo incontra una chitarra. New York Times [28 ottobre 2007] Quando Kurtz prende il via con il racconto del suo declino artistico, nel periodo in cui era ventiduenne a Vienna, ha già il pieno controllo della narrazione. The Wall Street Journal [21 luglio 2007] Sarà perché ha deciso volontariamente di abbandonare quella vita, fatto sta che il signor Kurtz riesce a descrivere particolarmente benessere il duro lavoro necessario per fare musica a livello professionale. |
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