18 giugno 2018

Nuove regole per Rebecca!

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«Ho anche scritto dei testi su cosa vuol dire incontrare il ragazzo dei tuoi sogni e poi perderlo tra i boschi del Canada (o nella periferia di Vancouver, se vogliamo fare i pignoli). La prima che ho scritto fa così:

Oh, oh, oh, oh, mio amato canadese
mi hai spezzato il cuore per errore
te ne sei andato da più di un mese
vorrei svegliarmi da questo orrore

Ne vado molto era, devo dire, anche se Cass mi ha fatto notare (con gentilezza) che Paperboy in realtà non è canadese».

 

Rebecca è tornata! Sono passati pochi mesi dalla Battle of the Band in cui le Hey Dollface hanno debuttato, e da quel giorno tutto è cambiato: lei e Paper Boy, il ragazzo di cui si è innamorata, fanno coppia fissa, la band viaggia a pieno ritmo e l’amicizia con Cass e Alice sembra indistruttibile. Ma tutto cambia improvvisamente: la famiglia del fattorino dei giornali si trasferisce in Canada e Bex, terribilmente affranta, rischia di compromettere i rapporti con le amiche. Come se non bastasse, alla grottesca ed esagerata festa di compleanno della superba e snob Vanessa, Alice si rompe il polso: niente chitarra e niente band per un bel po’. Come fare per risollevare le sorti di un grigio futuro? Ad esempio entrando nel cast del musical della scuola, in cui peraltro recitano anche ragazzi carini che…

Anna Carey ci regala il secondo episodio della saga di Rebecca Raffery, figlia di una ingombrante scrittrice irlandese di successo alle prese con una scuola, delle amiche e una vita sociale appassionanti. Dotata di una penna sarcastica e pungente, si districa tra vecchi amori mai decollati e nuovi flirt difficili da gestire, tra amicizie di lungo corso che non vanno date per scontate e nuovi rapporti da coltivare. E in tutto questo, una girandola di situazioni paradossali, di incontri inaspettati, di incidenti e di piccoli miracoli travolgente, da cui Rebecca riesce sempre in qualche modo a districarsi con ironia e una buona dose di fortuna.

Un nuovo capitolo tutto da leggere, divorare e vivere con una delle protagoniste più divertenti della letteratura per ragazzi!


La mia vita secondo me 2

Il nuovo diario di Rebecca Rafferty = nuove regole

La mia vita secondo me 2
  • AutoreAnna Carey
  • Collana Giralangolo - Narrativa | Ragazzi
  • ISBN 978-88-5924-746-3
  • Pagine 256
  • Data uscita 21-06-2018
  • Prezzo 14.50€
  • Disponibilità Disponibile

"Mi chiamo Rebecca Rafferty, e ci sono UN MUCCHIO di cose che stanno andando storte. È il momento di darsi nuove regole!".

Rebecca è tornata!… ma Paperboy è partito per il Canada, spezzandole il cuore. Come resistere al dolore e conservare l'amicizia con Cass e Alice? Ad esempio stilando un regolamento a cui attenersi. E partecipando al musical della scuola…

Venerdì

Non me lo immaginavo così San Valentino quest’anno. Innanzitutto, non ho ricevuto nessun biglietto. Nemmeno una mail. E neanche un messaggio. Sei mesi fa non me ne sarebbe importato molto, perché non conoscevo nessuno che avrebbe potuto mandarmi qualcosa per San Valentino. Ma c’è stato un periodo, l’autunno scorso, in cui sono stata molto ottimista sul futuro perché sono successe diverse cose belle.

Cose belle che sono successe l’anno scorso

  1. Ho comprato una batteria e con le mie migliori amiche ho messo su una band, le Hey Dollface.
  2. Abbiamo scritto delle canzoni, fatto il nostro primo concerto e, anche se sono caduta giù dal palco, siamo piaciute parecchio.
  3. Ho conosciuto il ragazzo più figo, dolce e stupendo del mondo, che poi era quello che ci portava il giornale tutti i weekend; gli sono piaciuta e dopo la Battaglia delle band mi ha baciata, anche se ero appena caduta giù da un palco come un’idiota, e poi abbiamo iniziato a vederci.

Tutto fantastico. Ma poi ci sono state anche cose brutte, tra cui una talmente brutta che ha praticamente cancellato le altre.

Cose brutte che sono successe l’anno scorso

  1. Mia madre ha scritto un libro tremendo su una stupida ragazzina e tutti hanno pensato che parlasse di me.
  2. È arrivata una nuova insegnante di inglese, una svitata con l’ossessione per i libri scritti da mia madre.
  3. I miei capelli hanno avuto sempre lo stesso aspetto: un orribile mocio marrone.
  4. Vanessa, la mia compagna di classe, ha cercato di costringermi a partecipare a un reality tremendo su un mucchio di ragazzini viziati da far paura e le loro folli feste di compleanno.
  5. E il mio fantastico ragazzo (lo è stato per tre settimane), suo fratello e i loro stupidi genitori sono andati a vivere in Canada.

In Canada! Non potrò mai più essere felice. Quando ci siamo messi insieme dopo la Battaglia delle band ho pensato che avremmo vissuto per sempre felici e contenti. Ero così esaltata che non ho neanche scritto sul diario. Ma siamo usciti insieme solo qualche settimana, poi suo papà è stato incaricato di progettare ponti o non so cosa a Vancouver, e quindi ciao ciao. E adesso è febbraio, lui è via da più di due mesi e io non sono riuscita a scrivere fino ad ora. Non amerò mai più un altro ragazzo.

Qualche settimana fa l’ho detto ad Alice e lei ha risposto: «Sei sicura? Cioè, Bex, hai solo quattordici anni. Vivrai ancora cinquant’anni, almeno. Penso sarà molto difficile evitarlo. Amare un altro ragazzo, intendo». A volte penso che Alice non abbia un’anima molto romantica. Non capisce più il mio dolore. Oggi ho accennato al fatto che a San Valentino non ho ricevuto nulla e lei ha iniziato a dire che si sta avvicinando il musical della scuola, come se me ne fregasse qualcosa che quelle del nostro anno faranno Mary Poppins – le Hey Dollface sono l’unica valvola di sfogo musicale che mi serve, grazie.

Non ho nemmeno sprecato fiato per dirle quanto ero delusa dal biglietto di San Valentino (o meglio, dalla sua assenza). In realtà mi sono sentita un po’ stupida a sperare che Paperboy me ne mandasse uno. Dopo che è partito ci siamo scritti messaggi su Facebook e mail in continuazione, ma dopo qualche settimana si è tutto, come dire… un po’ rallentato. L’ultima volta che l’ho sentito è stata la settimana scorsa (cinque giorni e tredici ore fa): mi ha detto che andrà in gita con la sua classe a sciare. Staranno in uno chalet di lusso e prenderanno lezioni di sci e di snowboard.

La gita più bella che ho fatto con la mia classe è stato un giro di “istruzione geografica” a Glendalough. È stata una bella gita solo perché Ellie si è allontanata mentre Miss Kelly ci stava spiegando che la valle si era formata dall’erosione dei ghiacciai, e visto che non stava guardando dove metteva i piedi, è caduta nel lago (Ellie, ovviamente, non Miss Kelly. Miss Kelly non cadrebbe mai per sbaglio in un lago. Sta sempre attenta, vuoi mica che qualche disastro ambientale la prenda di sorpresa). Ho scritto a Paperboy e gli ho raccontato di quell’incidente ma lui non ha ancora risposto. Alla faccia del romanticismo.

Non posso credere che qualche mese fa ero così felice. Dopo il bacio alla fine della Battaglia ho passato tutta la settimana con la testa tra le nuvole. Non avevo il suo numero o altro, perciò avevo dovuto aspettare che venisse a prendere i soldi del giornale quel venerdì per rivederlo. All’inizio ero un po’ preoccupata che arrivasse e mi dicesse che in realtà tutta quella storia del bacio era stata semplicemente un grosso errore.

Ma non è andata così. Gli piacevo ancora. Siamo rimasti a parlare per ore sulla porta di casa mia, finché si è reso conto di essere in ritardissimo per il suo giro di consegne ed è scappato (ma quando mi ha salutata mi ha dato un bacio al volo). E il giorno dopo siamo andati in centro insieme, ci siamo baciati ancora e lui era proprio divertente e figo, e non so perché ma, anche se avevo un po’ di fifa, parlargli è stato facile. Pensavo che mi sarei sentita in imbarazzo a) per la sua bellezza folgorante e b) per quanto è figo e divertente, ma non è stato così. È venuto fuori che viveva nella zona di Clontarf (per consegnare i giornali nel nostro quartiere usava la bici); ovviamente mi ha svelato come si chiama per davvero, e devo dire che ha proprio un bel nome (non l’avrei mai indovinato), ma non voglio scriverlo. Penso ancora a lui come Paperboy, soprattutto perché Cass e Alice si rifiutano di chiamarlo diversamente.
«Ha proprio la faccia da Paperboy» ha detto Cass. «Questo soprannome gli si addice».
«Già» ha confermato Alice. «Penso che al giorno d’oggi uno si potrebbe chiamare Paperboy per davvero».
Lo penso anch’io, devo dire. Se fossimo usciti insieme di più forse mi sarei abituata al suo vero nome, ma le cose non sono andate così.

Credo mi abbiano maledetto alla nascita o qualcosa del genere. Quando mi ha detto del nuovo lavoro di suo papà non potevo crederci. Sua mamma è stata licenziata l’anno scorso, quindi (secondo i suoi genitori) non c’era un buon motivo per restare a vivere qui. Ci hanno messo giusto qualche settimana a trasferirsi (sua cugina e il marito gli hanno affittato la casa, quindi loro non hanno nemmeno dovuto vendere nulla) ed è stato tutto un po’ incasinato. Un attimo prima era lì, quello dopo era in Canada. In mezzo ad alci, poliziotti a cavallo e Anna dai capelli rossi, come ho detto in quell’occasione. (Alice ha detto che il Canada non è affatto così e che Vancouver è una città molto più grande e lussuosa di Dublino, ma chissà perché mi immagino Paperboy in mezzo alla natura selvaggia. Magari su un alce. Con addosso una camicia a quadri).

Ovviamente Rachel, la mia stupida sorella maggiore, quasi a ricordarmi quanto fa schifo la mia vita oggi ha ricevuto un grosso biglietto per San Valentino dal suo ragazzo, San Tom, che non fa mai nulla di sbagliato. Non c’era nella posta stamattina, e devo ammettere che quando è arrivato il postino e ha lasciato solo bollette per i miei mi sono sentita un lo contenta. Questo perché, anche se Rachel è stata stranamente dolce con me per tutta la faccenda l’unico-ragazzo-che-ho-mai-amato-se-ne-va- in-Canada, il fatto che abbia un ragazzo perfetto mi fa incavolare ancora di più. Ma ovviamente l’unico motivo per cui Tom non ha mandato nulla via posta è che ha direttamente invitato Rachel a casa sua dopo la scuola dandole un biglietto e un grosso mazzo di fiori, e poi l’ha portata fuori a cena in quel posticino chic di formaggi in Drumcondra Road. Dopo che se ne sono andati, ho detto: «Non posso credere che la lasciate uscire a cena anche se domani c’è scuola. Lo sapete che va lì a sbevazzare? Non dite niente? Secondo me dovreste seguirli». La mamma ha sospirato.
«Non va lì a sbevazzare» ha detto. «Lì lo sanno che sono minorenni. E sono solo le sei – Rachel tornerà per le otto e potrà fare i compiti».
Lì lo sanno che è minorenne, è vero. È da tanto che ci andiamo con tutta la famiglia. È improbabile che Rachel si sbronzi. In realtà mi sento un po’ cattiva a cercare di rovinarle l’appuntamento. Questa sfiga in amore mi ha già fatta diventare acida. In questo momento sono un po’ triste. Non mi va nemmeno di leggere, guardare la tv o stare su internet. Penso che ascolterò un po’ di musica triste e guarderò fuori dalla finestra.

 

[tratto da LA MIA VITA SECONDO ME 2 = nuove regole!, di Anna Carey]