8 novembre 2016

Rue des Maléfices: la storia segreta di Parigi

rue des maléfices

Il libro che Raymond Queneau considerava la cosa più importante mai scritta su Parigi: un ritratto della città osservata dal suo popoloso mondo sotterraneo, fatto di leggende straordinarie, vite misteriose e perdute, atmosfere incantate, luoghi scomparsi dal fascino indimenticabile.

Con le fotografie originali di Robert Doisneau.

Jacques Yonnet è un giornalista e scrittore che negli anni dell’occupazione nazista della città è costretto a nascondersi nei bassifondi del popolarissimo “quartier Mouffetard”, oggi parte turistica del V arrondissement, nel Quartiere Latino. Ascolta storie fantastiche, incontra personaggi oggi impensabili – vagabondi, gitani, maghi, straccivendoli, malavitosi di ogni tipo – frequenta locali più letali che malfamati e racconta con una poesia straordinaria il vero ventre parigino attraverso i suoi aspetti insoliti e meravigliosi. Una storia che si incrocia con i rumori e le paure dell’occupazione da parte di uno straniero barbaro e inconciliabile con la civiltà poetica e profonda della città: Parigi davanti all’invasione nazista si chiude a riccio e sembra voler meditare sulla propria storia, raccontandola al cronista sensibile.

Rue de Maléfices è un libro aspro, denso, pervaso da un’atmosfera unica e originalissima che pare volersi mimetizzare con le pietre e le strade della città, raccontandole con una propensione al fantastico e al grottesco che è la cifra inimitabile dello stile di Yonnet. Pubblicato a Parigi nel 1954, il libro divenne subito leggendario; torna finalmente in libreria nella traduzione completamente riveduta di Guido Lagomarsino, accompagnata dalle foto di Robert Doisneau, compagno di scorribande dell’autore in quella Parigi scomparsa.

Jacques Yonnet (1915-1974), scrittore, giornalista, pittore e scultore, fuggiasco da un campo di prigionia e resistente braccato dai nazisti durante l’occupazione, personaggio straordinario della Parigi anni Quaranta e Cinquanta, amico intimo di Robert Desnos, di André Breton, di Prévert e dei circoli surrealisti, è uno dei grandi flâneurs della letteratura francese.

Rue des Maléfices

Storia segreta di Parigi

Rue des Maléfices
  • AutoreJacques Yonnet
  • Collana La Biblioteca di Ulisse | Varia
  • ISBN 978-88-5923-162-2
  • Pagine 344
  • Data uscita 10-11-2016
  • Prezzo 23.00€ 19.55€
  • Disponibilità Disponibile

"La cosa più importante mai scritta su Parigi" Raymond Queneau

"Un giorno vorrei poter seguire passo per passo, anonimo viandante che
si aggira nei luoghi di questi ricordi, il lettore puntiglioso – ancora ce ne
sono – e gustarmi la sua sorpresa quando, con questo libro in tasca, si troverà in presenza di uno dei personaggi descritti o citati nelle pagine precedenti e che esistono, sono ben vivi, e perpetuano più o meno consapevolmente la propria leggenda. Vorrei che qualcuno si informasse, che andasse a verificare. Bisogna essere molto, molto accorti per scoprire tutte le chiavi disseminate tra queste pagine. Molti potrebbero trovarci quella della propria casa."

Jacques Yonnet

malefices

Come conoscere fino in fondo una città, per attingere la sua essenza e trasferirla su carta? A questa domanda sembra rispondere Jacques Yonnet in questo estratto di Rue de Maléfices. Un quesito che, a ben vedere, può essere assunto come chiave di lettura di tutto il suo volume. Un libro essenziale per capire ancora oggi la Ville Lumière, considerato non a caso da Raymond Queneau il migliore mai scritto su Parigi.

 

Una città molto antica è come uno stagno: ha colori e riflessi propri, ha angoli di frescura e altri limacciosi, luoghi dove l’aria ribolle, spazi malefici, una vita latente.

Una città è femmina, con i suoi desideri e le sue repulsioni, i suoi slanci e le sue rinunce, i suoi pudori – soprattutto i suoi pudori.

Per entrarle nel cuore, per coglierne i segreti più intimi, si deve agire con la massima tenerezza e armarsi di pazienza fino all’esasperazione. Bisogna sfiorarla senza malizia, accarezzarla senza secondi fini, insistere per secoli e secoli. Il tempo lavora per chi sa mettersi fuori del tempo.

Non è di Parigi, non conosce la città, chi non ne ha mai incontrato i fantasmi. Vestirsi di grigio, essere tutt’uno con l’ombra indecisa e vaga degli angoli ciechi, infilarsi nella folla taciturna che emerge, che trasuda, alle stesse ore, dai metrò, dalle stazioni, dai cinema, dalle chiese, farsi fratello silenzioso e lontano del viandante isolato, di chi sogna in ombrosa solitudine, dell’illuminato, del mendicante, perfino dell’ubriaco: per esserne capaci è necessario un apprendistato lungo e difficile, una conoscenza delle persone e dei luoghi che si raggiunge solo in anni di paziente osservazione.

Il vero carattere di una città (e a maggior ragione di quel conglomerato di una sessantina di villaggi da cui è composta Parigi) si manifesta soprattutto nelle epoche tormentate. Da tredici anni prendo appunti su qualsiasi argomento, soprattutto di storiografia, perché è questo il mio mestiere. Ne seleziono ciò che riguarda una serie di avvenimenti di cui sono stato testimone o insignificante protagonista. Una specie di pudore, di indicibile ritrosia, mi ha impedito finora di portare a termine quest’opera.

Forse proprio grazie a certe condizioni particolari, gli avvenimenti irrazionali di cui si parlerà mi sono apparsi in una dimensione fantastica, ma pur sempre una dimensione a misura d’uomo.

Minime congetture, fatti bizzarri e il susseguirsi di coincidenze mi hanno fatto scoprire una logica a questo punto rigorosa, che una costante preoccupazione di veridicità mi ha spinto a mettere in evidenza forse più del dovuto. Era però necessario collocare i fatti nel loro tempo, quel periodo che ho vissuto più intensamente che mai, che mi era penetrato fin nelle ossa. Al momento non mi sarebbe mai venuto in mente di raccontare un’avventura personale, se non mi fossi reso conto di quanto profondamente fosse legata a quella della città stessa, infinitamente più complessa e degna d’interesse.

In queste pagine non si troveranno personaggi inventati o storie nate dalla fantasia di un narratore – che potrebbe essere chiunque oltre a me.

Vogliate leggervi, insomma, non la più inquietante, ma la più inquieta delle testimonianze.

 

Jacques Yonnet, Rue des Maléfices © EDT 2016