L’estratto

Una finestra e la sua vista rappresentano per me una sorta di ‘tasto di reset’. Un istante, come il battito delle ciglia, in cui permetto al cervello e ai miei pensieri di rallentare e vagabondare, liberi da parole, all’esterno, attraverso il vetro, senza alcun obbligo di analizzare né, per così dire, di riportare il tutto al mio io cosciente. Gli occhi si limitano a contemplare, senza davvero vederlo, un paesaggio che, grazie alla sua inconsapevole familiarità, mi permette un momento di distrazione: i soliti tetti, le ben note modanature, il cortile lì accanto, una collina lontana. Osservo passivamente attraverso la lastra di vetro, che è un punto di contatto e insieme di separazione tra me e il mondo.

E così, quel giorno del 2004, ho finalmente prestato attenzione alla vista dalla mia finestra. Ho provato a fotografarla, ma ho capito quasi subito che le foto non funzionavano. Non riuscivano infatti a restituire la mia vista, ma soltanto quello che c’era fuori dalla finestra. E così l’ho disegnata, con tanto di telaio, su un grande foglio di carta da pacchi marrone con matite e pastelli a olio, e per la prima volta ho notato la quantità di cose che non sapevo di aver osservato per tutto quel tempo. Dove si nascondevano nel mio cervello?

Da allora ho trascorso anni a disegnare viste dalle finestre. Tra il 2004 e il 2008, mentre lavoravo a un libro su New York, mi sono accorto che spesso gli scrittori si trovano in una situa- zione simile alla mia: inchiodati per ore alla scrivania, c’è chi si mette accanto a una finestra per osservarne il più possibile la vista, e chi invece sceglie deliberatamente di proteggersi da essa. Quando poi ho chiesto agli scrittori di descrivere la propria vista è accaduta una cosa straordinaria: tutti gli elementi che ero riuscito a cogliere nei miei disegni venivano integrati (o forse persino accresciuti) dalle loro parole.

È questo il semplice presupposto della rubrica intitolata Windows on the World , iniziata nel 2010 sul «New York Times» e proseguita sul «Paris Review Daily»: disegni di viste dalle finestre appartenenti a scrittori di tutto il mondo accompagnati dai loro testi: linee e parole unite da un punto di vista fisico. I cinquanta disegni di questo libro (alcuni dei quali inediti) offrono una sorta di punto panoramico, un ‘invito’, si potrebbe dire, un luogo dove soffermarsi a riflettere durante un viaggio intorno al mondo in cinquanta tappe.

(Dal primo capitolo di Finestre sul mondo, testo di Matteo Pericoli)