14 aprile 2016

Una Big City Girl nell’Amazzonia del Perù

Sara Porro

Cosa ci fa una Big City Girl in mezzo alla foresta amazzonica, tra riti magici, bestie innominabili e antiche leggende? Cosa l’ha spinta in un viaggio dagli aperitivi alle Ande?

Se lo chiede anche Sara, sbarcata a Lima per scoprire una delle cu- cine più intriganti del pianeta ma ben presto risucchiata dal gusto dell’esotico.

Del paese sudamericano conosceva gli chef-star, il mitico “latte di tigre” e i racconti di seconda mano su Machu Picchu. Ma un indomito spirito dell’avventura si cela anche nella food writer più indolente: che sia merito dell’aria rarefatta, delle foglie di coca o del Pisco sour, Sara si imbatte in un paese colorato quanto le mille patate che si trovano al mercato, le chiassose decorazioni degli abiti tradizionali di Cusco e i bacini di sale rosa della Vallata Sacra.

Andrà per costa, sierra y selva, dal deserto alle Ande, fino alla giungla amazzonica; assaggerà la cucina di uno dei cuochi migliori al mondo, Gaston Acurio, e scoprirà cosa lo rende popolare a tal punto che i peruviani lo vorrebbero Presidente della Repubblica. Ma il viaggio più interessante è sempre quello dentro di sé: per questo, ci sono gli sciamani e le loro pozioni.

 

Sara Porro, vive a Milano e scrive di cibo, viaggi e costume per “Amica”, “Dispensa”, “Fine Dining Lovers”, “New York Magazine” e “la Repubblica”. È stata tra i primi a occuparsi di MasterChef Italia con un seguitissimo liveblog sul magazine gastronomico online “Dissapore”. È una dei fondatori del sito “Sauce Milan”. Ha recentemente pubblicato, per Utet, “Giuseppino” scritto a quattro mani con Joe Bastianich, vincitore del Bancarella Cucina 2015.”

Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città

Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città
  • AutoreSara Porro
  • Collana Allacarta | Food
  • ISBN 978-88-5922-577-5
  • Pagine 136
  • Data uscita 21-04-2016
  • Prezzo 8.90€ 7.57€
  • Disponibilità Disponibile

Perú. La terra degli Inca e degli Altopiani, dell'Amazzonia e degli sciamani. Cosa diavolo ci fa una Big City Girl a diecimila chilometri dalla sua Milano, alle prese con tarantole, cascate e radici afrodisiache?

Proprio lei, che ha lo zaino carico di ansie metropolitane? La risposta è: cerca l'avventura. E una delle cucine più intriganti al mondo. Troverà entrambe , sotto le stelle rovesciate del grande guerriero inca.

Ecco la gallery della presentazione del nuovo libro di Sara Poro Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città che si è svolta giovedì 21 aprile da Open More Than Books a Milano.

 

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Con grande verve e ironia, Sara Porro esordisce così nel suo nuovo libro, Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città, che pubblichiamo nella collana Allacarta, nella quale grandi scrittori contemporanei raccontano i luoghi del proprio cuore attraverso la gola. 

 

© Bob Noto

© Bob Noto

Come molti ansiosi, non ho mai avuto grande spirito dell’avventura.

Però la mia ansia universale è a tal punto onnicomprensiva che a un certo punto mi è venuta l’ansia di non avere vissuto abbastanza avventure. Ho pensato che a trent’anni la mia finestra di opportunità si stava chiudendo, e improvvisamente la mia zona di comfort mi ha fatto venire la claustrofobia.

Allora ho deciso di partire per un’avventura: un viaggio zaino in spalla in Perù.

Ho scoperto così che, inevitabilmente, in un qualunque gruppo di numero variabile e di provenienza eterogenea, io sono quella per cui l’esperienza risulta più traumatica. Se si tratta di volare con un piccolo biplano sopra le linee di Nazca, io vomito più rapidamente di quanto ci voglia per dire «… e sulla vostra destra, ecco il grande colibrì». Alla cerimonia rituale dell’ayahuasca, poi, dove tutti vomitano e quindi si potrebbe pensare a un livellamento delle condizioni di partenza, vomito per prima e più copiosamente.

Se vado a fare rafting lungo il Fiume Urubamba, invece, sono l’unica a cadere dal gommone dentro le rapide. Eppure pensavo di essere attrezzata: l’avevo già fatto una volta, in Italia, sul Sesia. Solo che lì eravamo stati sottoposti a un lungo briefing a terra, seguito da un test di nuoto. In Perù, invece, siamo stati condotti sul retro di una capanna dove i gommoni erano presidiati da un enorme tacchino, intento a gloglottare, che ci guardava con l’occhio fisso da maniaco.

Avevo indossato una muta ancora bagnata e gelida, poi avevo seguito la guida Wilmer, che ci aveva fatto sedere in un gommone, aveva detto «cuando digo adelante, todos adelante», e con questo aveva considerato chiusa la questione “formazione”. Ci eravamo staccati dalla riva, in un gruppo di tre gommoni. Le tre giovani guide al timone erano animate da accanita rivalità. In un punto in cui la corrente avrebbe potuto spazzare via un piccolo centro abitato, Wilmer aveva dato del maricón, insomma del finocchio, al ragazzo del secondo gommone.

L’insulto non era rimasto senza conseguenze: il timoniere aveva abbandonato la nave e aveva raggiunto il nostro mezzo a rapide bracciate, era salito a bordo mentre il nostro nocchiero tentava di respingerne l’assalto a colpi di remi sulla testa. Alzando lo sguardo avevo visto l’altro gommone andare alla deriva, ruotando su sé stesso nella sua discesa lungo il fiume, con tutti gli occupanti ammutoliti.

© EDT 2016