6 ottobre 2015

Una famiglia straripante: ecco a voi i Fletcher!

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Quattro fratelli dai 6 ai 12 anni, un vecchio gatto e un cane decrepito, un vicino scorbutico, l’anno scolastico che sta per cominciare. La famiglia Fletcher ha tutto quello che occorre per affrontare 12 mesi di grandi risate e noia mortale. soddisfazioni e delusioni, feste in famiglia e riunioni scolastiche.

«Sinceramente non capisco proprio perché qualcuno dovrebbe leggere questo libro. In questa famiglia siamo tutti matti. Pure il gatto.»

 

Sam, Jax Eli e Frog sono quattro fratelli tutti adottati e ognuno di etnia differente; insieme ai due papà Tom e Jason compongono il mosaico di una famiglia dalla quotidianità piacevolmente caotica, in cui ogni singolo membro – inclusi il vecchio cane Sir Puggleton e l’altrettanto datato gattone Zeus – contribuisce alla confusione generale.

C’è Sam, che sogna di diventare il portiere della squadra locale ma scoprirà presto anche il fascino speciale del teatro; ci sono Jax, dalla chioma afro, e il coetaneo occhialuto Eli, complici e inseparabili, alle prese uno con una ricerca difficile da completare, l’altro con la nuova scuola per bambini geniali fortemente voluta e ora… non più così amata. E c’è Frog, con la sua pletora di amici immaginari, che finalmente sbarca alle elementari dove dovrà dimostrare che non tutte le sue frequentazioni sono solo sogni. Il tutto sotto gli occhi attenti e appassionati di Jason e Tom, due papà originali a tratti ingombranti, ma importantissimi per la crescita dei quattro figli. E il burbero vicino di casa, il grigio signor Nelson, quale segreto nasconderà? Tra feste, campeggi, compiti, partite e recite, i nodi dell’anno scolastico si sbroglieranno tutti insieme in un travolgente finale.

In Quattro ragazzi per due papà, la famiglia Fletcher è un bel posto in cui crescere, un luogo sereno, amorevole e divertente. Il quotidiano è vivace, ricco di sfide e gratificazioni, scandito da riti familiari imprescindibili e disavventure che diventano spesso esilaranti. I problemi con cui Sam, Eli, Jax e Frog devono confrontarsi durante l’anno scolastico sono quelli ordinari e comuni ai loro coetanei, e il tutto avviene in un’atmosfera a tratti caotica ma sempre felice.

Quattro ragazzi per due papà è un moderno romanzo famigliare che celebra la diversità senza renderla protagonista: i due papà, la multirazzialità, l’essere fratelli acquisiti non sono mai motivo di tensione o disagio ma occasioni di arricchimento culturale e umano per tutti i componenti della famiglia e per la comunità in cui è inserita.


Quattro ragazzi per due papà

Quattro ragazzi per due papà
  • AutoreDana Elison Levy
  • Collana Giralangolo - Narrativa | Ragazzi
  • ISBN 978-88-5920-852-5
  • Pagine 264
  • Data uscita 08-10-2015
  • Prezzo 14.00€
  • Disponibilità Disponibile

Quattro fratelli dai 6 ai 12 anni, un vecchio cane e un ancor più vecchio gatto, un vicino insofferente e brontolone, il nuovo anno scolastico che sta per cominciare. Questa è la Famiglia Fletcher, e questo l’anno che l’aspetta, alle prese con compleanni, campeggi e gite scolastiche che vedranno i Fletcher protagonisti di avventure a volte esilaranti altre volte critiche, ma sempre vissute con entusiasmo, e un po’ di sconsideratezza. Forse perché i fratelli Fletcher sono tutti adottati e tutti di nazionalità e religione differenti? O forse perché i genitori sono due papà? Sta di fatto che leggendo questo divertente romanzo, mai banale, ci si accorge quanto importa quello che fai, come vivi, avere il sostegno di genitori aperti e stimolanti. E pazienza se gli altri pensano che la tua famiglia sia un po’ strampalata.

Il problema più grosso di settembre, secondo Sam, era che sembrava ancora agosto. Dovevano esserci almeno 25 gradi, pensò mentre lui e Jax tornavano a piedi da scuola. Jax era esaltatissimo: armadietto nuovo, distribu- tore automatico di gelati in sala mensa e la promessa che durante l’anno, nell’ora di scienze, avrebbero costruito dei razzi-bottiglia. Per ora, la quarta elementare aveva superato ogni aspettativa.

Sam non condivideva l’entusiasmo di suo fratello. La prima media, da quel che aveva visto finora, sarebbe stata una interminabile predica su quanto i voti avrebbero condizionato il loro futuro. Il prof di lettere – un vero fanatico in questo senso – con la scusa di un esercizio sulle frasi ipotetiche aveva fatto capire che se non avessero

fatto i compiti regolarmente avrebbero rischiato grosso: un’insufficienza, eventualmente la bocciatura, e quindi la mancata ammissione al college. Una prospettiva forse un po’ troppo catastrofica per chi semplicemente non aveva voglia di leggersi Huckleberry Finn, ma Sam non aveva certo intenzione di mettersi a discutere con uno che li aveva minacciati con tanto travolgente entusiasmo da ridursi con la cravatta sbracata e la camicia mezza fuori dai pantaloni.

Se non altro, a settembre sarebbero ripartiti gli allena- menti di calcio: un premio di consolazione più che soddi- sfacente. Anche se, a dirla tutta, adesso anche il calcio lo metteva in agitazione, cosa che prima non succedeva mai. In primavera ci sarebbero state le selezioni per la prima squadra, categoria Under-15. Se fosse stato ammesso, Sam sarebbe stato il giocatore più giovane da almeno cinque anni. E poteva farcela. Doveva solo restare concentrato.

«Jax, mi fai qualche tiro in porta? Cioè, dopo che hai portato fuori Sir Puggleton?». Sam doveva ammettere che Jax aveva un gran bel tiro, soprattutto da sottoporta. Una volta aveva spedito il pallone come un siluro oltre i cespugli beccando il cagnaccio decrepito del nuovo vicino proprio mentre usciva dalla macchina.

«E poi devi andare a recuperare la palla dal signor Nelson. Buona fortuna! È proprio scimunito, il vecchio. L’hai sentito ieri? Ha urlato contro papà Tom perché stava falciando il prato. A mezzogiorno! Non si può andare in paranoia per un po’ di casino a mezzogiorno!» Sam scosse il capo, disgustato dall’idiozia del nuovo vicino, dai prof sclerati e da varie altre disgrazie della sua vita.

«Certo» rispose Jax. «Ma i compiti? Tyler dice che dovete fare la relazione di un libro».

Sam emise una specie di rantolo. Le regole di Casa Fletcher stabilivano che i compiti venivano prima di tutto e che nessuno poteva andare a giocare prima che ognuno aves- se finito i propri, anche se tutti gli altri stavano aspettando.

Era una strategia efficace. Niente ti mette in moto i neuroni quanto un branco di fratelli che ti stanno col fiato sul collo. Lo stesso Sam una volta aveva minacciato di scatarrare nel bicchiere di Eli se non si fosse dato una mossa a finire una relazione. Adesso si chiese quanto ci avrebbe messo a scrivere la sua.

(Dal quarto capitolo di Quattro ragazzi per due papà di Dana Alison Levy)