Il Mappamondo 48
Viaggiare con lentezza
Nuove tendenze di viaggio e sogni di paesi lontani
Meno di una settimana, oppure più di quindici giorni. Chi viaggia tende a preferire i soggiorni brevissimi, oppure si orienta per vacanze decisamente lunghe. Sono i dati che emergono dalle ricerche sui flussi turistici del 2006 pubblicate dal WTO (Organizzazione Mondiale del Turismo), che registrano una crescita del 42% dei viaggi brevi (meno di 7 giorni) e del 62% di quelli lunghi (più di 15), mentre la fascia intermedia (7-13 giorni) scende del 22%.
La disponibilità di voli a prezzi sempre più bassi ha giocato a favore del soggiorno breve. Le grandi capitali europee, ma anche città come Hong Kong e Marrakesh sono diventate più vicine e più facili da raggiungere. Si va all'estero, ma anche vicino a casa. La sede britannica di Lonely Planet ha registrato nel 2006 un ottimo successo di vendita delle guide dedicate a Londra, Scozia e Galles, segno che perfino gli inglesi hanno voglia di conoscere il loro paese.
Per le vacanze oltre i quindici giorni, invece, le destinazioni sono diverse. Paesi lontani, magari più di uno. Sudafrica e Mozambico, Messico e Guatemala. Viaggi preparati con cura attraverso letture, ricerche su Internet, contatti con altri viaggiatori. Si tende a rimanere più a lungo per vedere di più e per "staccare" completamente dalla solita vita. Ci si concede un po' di lentezza, dopo tanti mesi dominati dalla fretta.
Senza fretta è meglio
La rapidità non è più una virtù, almeno quando si tratta di divertirsi. Basta con i fast food, i frenetici giri del mondo e i prodotti usa e getta. La parola "slow" ha acquisito un significato positivo: oggi c'è lo slow food, lo slow travel e persino lo slow marketing. La lentezza è diventata il simbolo di un modo per godersi la vita, prendendosi il tempo per assaggiare, gustare e assaporare. La metafora gastronomica non è casuale. I primi a lanciare l'idea sono stati i fondatori dell'associazione Slow Food, che negli anni ottanta cominciarono a opporsi attivamente al proliferare dei fast food, all'omologazione dei sapori e alle manipolazioni genetiche, promuovendo il piacere di mangiare "cibo buono, pulito e giusto". Nata nel 1986, Slow Food ha oggi 40.000 associati in Italia e più di 80.000 nel mondo, un successo che rivela un bisogno diffuso di fermarsi e degustare.
Viaggiare slow
Dalla tavola, l'idea è dilagata in altri settori, compreso quello dei viaggi. Il sito di Slow Travel invita a evitare la formula del "due notti qui, una là", e a provare a "viaggiare in modo indipendente e più approfondito, fermandosi più a lungo in un dato posto e visitando i luoghi vicini". Il sito consiglia di affittare una casa e di muoversi a "cerchi concentrici" esplorando innanzitutto i dintorni.
Per "Avventure nel mondo", organizzazione italiana che offre viaggi in cinque continenti con la formula del gruppo autogestito, la lentezza ha ancora un altro significato. Spiega il direttore Paolo Nugari: "Ci rivolgiamo a un viaggiatore molto curioso, che vuole trarre il massimo dal viaggio. Quindi non ha senso stare fermi in un luogo: ci si muove, spesso anche da un paese all'altro, ma limitando al massimo i voli interni". I viaggi verso destinazioni lontane come l'America Latina durano tre-quattro settimane e prevedono molti spostamenti sui mezzi locali. Il Perù Discovery, per esempio, è un itinerario di tre settimane in Perù, Bolivia e Amazzonia. Ci si muove in treno, in canoa e a piedi. "In questo modo è possibile incontrare la gente, ammirare il paesaggio e conoscere meglio i luoghi. È per
questo che si viaggia, no?".
Itinerari insoliti
Avere più tempo significa, per esempio, viaggiare in paesi che fino a pochi anni fa erano inaccessibili e oggi cercano di risollevarsi anche attraverso il turismo. Il Mozambico, uscito di recente da una guerra durata 17 anni, è una delle destinazioni emergenti, anche perché è una meta ancora poco esplorata dal turismo. "Abbiamo fatto in macchina dal Sudafrica fino a metà Mozambico" scrive Paola sul forum del sito www.edt.it. "La gente è favolosa... non si ha nessuna sensazione di pericolo. Le strade sono in miglioramento... un bel pezzo di strada (l'unica costiera) è già riasfaltata, per il resto buche come voragini. Abbiamo dormito in B&B, nei dormitori per backpackers, tutti in una natura incontaminata".
La nuova guida Mozambico di Lonely Planet, riproposta in Italia da EDT, è ricca di itinerari che invitano alla "degustazione" di vari aspetti del paese: non soltanto la costa e gli arcipelaghi, ma anche le montagne dell'interno, i parchi nazionali e le culture dei popoli. L'autrice, Mary Fitzpatrick, ha vissuto per quattro anni in Mozambico, conosce ogni angolo del paese, parla portoghese e swahili: è il cicerone ideale per il viaggiatore curioso.
La guida Nicaragua e El Salvador, dedicata a due paesi dell'America Latina che hanno di recente ritrovato la pace e una relativa stabilità dopo una lunga guerra civile, propone una serie di percorsi che intrecciano natura e cultura: le città coloniali, gli itinerari sandinisti (sì, i luoghi della guerra), i centri della cultura indigena, i villaggi di pescatori, la costa caraibica, i vulcani e le riserve naturali.
Alcune guide invitano a considerare in modo meno frettoloso le mete trascurate dal turismo. Honduras e le Islas de la Bahía (la cui edizione italiana sarà in libreria a luglio) si sofferma su un paese considerato di passaggio per chi è diretto in Costa Rica o in Messico. Chi l'ha girato in lungo e in largo, come gli autori della guida, ha scoperto spiagge bianche, barriere coralline, foreste pluviali, laghi, rovine maya e feste tradizionali. Una pagina dopo l'altra si scopre che l'Honduras non ha niente da invidiare ai suoi più famosi vicini, ed è ancora tutto da esplorare.
Un viaggio lungo un anno
Sono pochissimi, non incidono sulle statistiche, ma esistono davvero. Sono i viaggiatori che sognano, e spesso intraprendono, viaggi di molti mesi, o addirittura di un anno. "Sono innamorata dell'Africa (non disdegnando gli altri continenti), il mio sogno sarebbe quello di comprare un mezzo overland, o adattarne uno e partire" scrive Simona sul forum del sito EDT.
Michele è pronto a partire: "Ho appena mollato il 'mio' lavoro e pur non avendo molte risorse ho deciso che quest'estate vado in America Latina zaino in spalla e con calma me la giro in lungo e in largo".
Cristina e Paolo sono partiti il 22 gennaio 2007 per un anno in Sud America e tengono un diario di viaggio aggiornato sul blog www.mondovisione.eu. Prima di partire ci avevano scritto: "Può sembrare strano, ma il momento in cui ci siamo resi conto che l'avremmo fatto, che finalmente dopo anni di sogni, pensieri e momenti mancati, saremmo partiti per il nostro round the world trip, è stato il giorno in cui siamo entrati nella libreria Il Giramondo di Torino e senza neanche rendercene conto, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ne siamo usciti con una copia di South America on a shoestring della Lonely Planet. I primi sette mesi, e su questo eravamo sicuri per passioni comuni, li avremmo dedicati alla risalita del Sud America: dalla Terra del Fuoco fino al Centro America, per poi attraversare il confine Messico-USA e da lì partire alla volta della Nuova Zelanda, alla ricerca di un lavoro per poter proseguire". In un viaggio così lungo tornano utili le mitiche Shoestring, le guide che dagli anni settanta hanno accompagnato generazioni di viaggiatori da un continente all'altro, e naturalmente i frasari, per capire le lingue del posto e cominciare a fare conversazione.
Se partire per un anno intero è un privilegio di pochi, viaggiare
con lentezza è un obiettivo alla portata di tutti, sia di chi va
lontano, sia di chi si muove vicino a casa. Così il cibo, la lingua,
i paesaggi, la gente del posto diventano esperienze da assaporare, e il viaggio riacquista il suo significato più autentico: non un oggetto da consumare in modo frenetico, ma un momento di incontro unico, destinato ad arricchire la nostra vita.
Viaggiare con lentezza
Nuove tendenze di viaggio e sogni di paesi lontani

Zimbabwe - foto di S. Gori Savellini
La disponibilità di voli a prezzi sempre più bassi ha giocato a favore del soggiorno breve. Le grandi capitali europee, ma anche città come Hong Kong e Marrakesh sono diventate più vicine e più facili da raggiungere. Si va all'estero, ma anche vicino a casa. La sede britannica di Lonely Planet ha registrato nel 2006 un ottimo successo di vendita delle guide dedicate a Londra, Scozia e Galles, segno che perfino gli inglesi hanno voglia di conoscere il loro paese.
Per le vacanze oltre i quindici giorni, invece, le destinazioni sono diverse. Paesi lontani, magari più di uno. Sudafrica e Mozambico, Messico e Guatemala. Viaggi preparati con cura attraverso letture, ricerche su Internet, contatti con altri viaggiatori. Si tende a rimanere più a lungo per vedere di più e per "staccare" completamente dalla solita vita. Ci si concede un po' di lentezza, dopo tanti mesi dominati dalla fretta.
Senza fretta è meglio
La rapidità non è più una virtù, almeno quando si tratta di divertirsi. Basta con i fast food, i frenetici giri del mondo e i prodotti usa e getta. La parola "slow" ha acquisito un significato positivo: oggi c'è lo slow food, lo slow travel e persino lo slow marketing. La lentezza è diventata il simbolo di un modo per godersi la vita, prendendosi il tempo per assaggiare, gustare e assaporare. La metafora gastronomica non è casuale. I primi a lanciare l'idea sono stati i fondatori dell'associazione Slow Food, che negli anni ottanta cominciarono a opporsi attivamente al proliferare dei fast food, all'omologazione dei sapori e alle manipolazioni genetiche, promuovendo il piacere di mangiare "cibo buono, pulito e giusto". Nata nel 1986, Slow Food ha oggi 40.000 associati in Italia e più di 80.000 nel mondo, un successo che rivela un bisogno diffuso di fermarsi e degustare.
Viaggiare slow
Dalla tavola, l'idea è dilagata in altri settori, compreso quello dei viaggi. Il sito di Slow Travel invita a evitare la formula del "due notti qui, una là", e a provare a "viaggiare in modo indipendente e più approfondito, fermandosi più a lungo in un dato posto e visitando i luoghi vicini". Il sito consiglia di affittare una casa e di muoversi a "cerchi concentrici" esplorando innanzitutto i dintorni.
Per "Avventure nel mondo", organizzazione italiana che offre viaggi in cinque continenti con la formula del gruppo autogestito, la lentezza ha ancora un altro significato. Spiega il direttore Paolo Nugari: "Ci rivolgiamo a un viaggiatore molto curioso, che vuole trarre il massimo dal viaggio. Quindi non ha senso stare fermi in un luogo: ci si muove, spesso anche da un paese all'altro, ma limitando al massimo i voli interni". I viaggi verso destinazioni lontane come l'America Latina durano tre-quattro settimane e prevedono molti spostamenti sui mezzi locali. Il Perù Discovery, per esempio, è un itinerario di tre settimane in Perù, Bolivia e Amazzonia. Ci si muove in treno, in canoa e a piedi. "In questo modo è possibile incontrare la gente, ammirare il paesaggio e conoscere meglio i luoghi. È per
questo che si viaggia, no?".
Itinerari insoliti
Avere più tempo significa, per esempio, viaggiare in paesi che fino a pochi anni fa erano inaccessibili e oggi cercano di risollevarsi anche attraverso il turismo. Il Mozambico, uscito di recente da una guerra durata 17 anni, è una delle destinazioni emergenti, anche perché è una meta ancora poco esplorata dal turismo. "Abbiamo fatto in macchina dal Sudafrica fino a metà Mozambico" scrive Paola sul forum del sito www.edt.it. "La gente è favolosa... non si ha nessuna sensazione di pericolo. Le strade sono in miglioramento... un bel pezzo di strada (l'unica costiera) è già riasfaltata, per il resto buche come voragini. Abbiamo dormito in B&B, nei dormitori per backpackers, tutti in una natura incontaminata".
La nuova guida Mozambico di Lonely Planet, riproposta in Italia da EDT, è ricca di itinerari che invitano alla "degustazione" di vari aspetti del paese: non soltanto la costa e gli arcipelaghi, ma anche le montagne dell'interno, i parchi nazionali e le culture dei popoli. L'autrice, Mary Fitzpatrick, ha vissuto per quattro anni in Mozambico, conosce ogni angolo del paese, parla portoghese e swahili: è il cicerone ideale per il viaggiatore curioso.
La guida Nicaragua e El Salvador, dedicata a due paesi dell'America Latina che hanno di recente ritrovato la pace e una relativa stabilità dopo una lunga guerra civile, propone una serie di percorsi che intrecciano natura e cultura: le città coloniali, gli itinerari sandinisti (sì, i luoghi della guerra), i centri della cultura indigena, i villaggi di pescatori, la costa caraibica, i vulcani e le riserve naturali.
Alcune guide invitano a considerare in modo meno frettoloso le mete trascurate dal turismo. Honduras e le Islas de la Bahía (la cui edizione italiana sarà in libreria a luglio) si sofferma su un paese considerato di passaggio per chi è diretto in Costa Rica o in Messico. Chi l'ha girato in lungo e in largo, come gli autori della guida, ha scoperto spiagge bianche, barriere coralline, foreste pluviali, laghi, rovine maya e feste tradizionali. Una pagina dopo l'altra si scopre che l'Honduras non ha niente da invidiare ai suoi più famosi vicini, ed è ancora tutto da esplorare.
Un viaggio lungo un anno
Sono pochissimi, non incidono sulle statistiche, ma esistono davvero. Sono i viaggiatori che sognano, e spesso intraprendono, viaggi di molti mesi, o addirittura di un anno. "Sono innamorata dell'Africa (non disdegnando gli altri continenti), il mio sogno sarebbe quello di comprare un mezzo overland, o adattarne uno e partire" scrive Simona sul forum del sito EDT.
Michele è pronto a partire: "Ho appena mollato il 'mio' lavoro e pur non avendo molte risorse ho deciso che quest'estate vado in America Latina zaino in spalla e con calma me la giro in lungo e in largo".
Cristina e Paolo sono partiti il 22 gennaio 2007 per un anno in Sud America e tengono un diario di viaggio aggiornato sul blog www.mondovisione.eu. Prima di partire ci avevano scritto: "Può sembrare strano, ma il momento in cui ci siamo resi conto che l'avremmo fatto, che finalmente dopo anni di sogni, pensieri e momenti mancati, saremmo partiti per il nostro round the world trip, è stato il giorno in cui siamo entrati nella libreria Il Giramondo di Torino e senza neanche rendercene conto, come se fosse la cosa più naturale del mondo, ne siamo usciti con una copia di South America on a shoestring della Lonely Planet. I primi sette mesi, e su questo eravamo sicuri per passioni comuni, li avremmo dedicati alla risalita del Sud America: dalla Terra del Fuoco fino al Centro America, per poi attraversare il confine Messico-USA e da lì partire alla volta della Nuova Zelanda, alla ricerca di un lavoro per poter proseguire". In un viaggio così lungo tornano utili le mitiche Shoestring, le guide che dagli anni settanta hanno accompagnato generazioni di viaggiatori da un continente all'altro, e naturalmente i frasari, per capire le lingue del posto e cominciare a fare conversazione.
Se partire per un anno intero è un privilegio di pochi, viaggiare
con lentezza è un obiettivo alla portata di tutti, sia di chi va
lontano, sia di chi si muove vicino a casa. Così il cibo, la lingua,
i paesaggi, la gente del posto diventano esperienze da assaporare, e il viaggio riacquista il suo significato più autentico: non un oggetto da consumare in modo frenetico, ma un momento di incontro unico, destinato ad arricchire la nostra vita.
Laura Salvai












