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«Sono questi i momenti più tormentosi, ma anche più intensi, di un viaggio come il nostro, quelli in cui siamo sospesi tra una soluzione negativa e una positiva e non sappiamo ancora se passeremo la notte in una casa tra gente amica, con i cavalli al sicuro e cibo a sufficienza, o se ci toccherà bivaccare in un bosco con i cavalli legati a un albero a piluccare pochi fili d'erba».
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La signora bambola
10 agosto
Questa settimana siamo riusciti, finalmente, a scovare dei cereali per Sebiba e Terek. È mais, non di ottima qualità, a dire il vero, ma i cavalli non fanno certo gli schizzinosi. A noi, invece, dopo una lauta colazione con pane e marmellata di prugne (pavídla), tocca un bel piatto di minestrone caldo, una delle tante varianti del borsc, il piatto nazionale ucraino.
Il nostro percorso segue la valle del Dnestr, il grande fiume lento e sinuoso che nasce dai Carpazi e scorre per 1400 chilometri attraverso l'Ucraina e la Moldova, per poi sfociare nel Mar Nero, non lontano da Odessa.
È la nostra prima domenica in Ucraina: in tutte le chiese - che sono moltissime - si sta celebrando la messa. Saremmo curiosi di entrare anche noi, ma le chiese sono regolarmente strapiene di fedeli, assiepati fin sul sagrato. Tutte le bambine sono vestite a festa con abitini da bambola pieni di nastri e volant e hanno nei capelli vistosissimi fiocchi di raso o di velluto. La pettinatura più in voga è costituita da due code di cavallo, l'una sopra l'altra, con i capelli trattenuti da nastri di velluto adorni di perline.
La nostra andatura non è molto spedita perché un paese si sussegue all'altro senza soluzione di continuità: ma chi ha detto che l'Ucraina è poco abitata? Adesso siamo entrati nell'oblast di L'vov, in ucraino L'viv, in italiano Leopoli, e con il passo di Uzok ci siamo lasciati alle spalle le utlime influenze ungheresi per entrare nel cuore dell'Ucraina occidentale, dove, da sempre, è più forte il sentimento nazionale.
Dario Masarotti - Antonietta Spizzo
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Dario Masarotti e Antonietta Spizzo
Entrambi friulani, Dario Masarotti è artigiano e guida di turismo equestre, mentre Antonietta Spizzo è insegnante e traduttrice. Da anni si dedicano ai viaggi a cavallo sulle lunghe distanze, senza utilizzare mezzi d'appoggio. Tra le loro significative imprese, una spedizione di 1600 chilometri da Premariacco al Mare del Nord, nel 1995, e una di 2000 chilometri in Romania, nell'estate del 2001.
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Un elogio del viaggio slow, della solidarietà e dell'amicizia. Non solo tra uomo e animale. Coraggioso e seducente.
Luca Bonora
Qui Touring
I due cavalieri che fecero l'impresa propongono un vero e proprio diario, avvincente e curioso. A cominciare dai preparativi, complessi ed emozionanti.
Francesco Antonioli
Nord Ovest suppl. de Il Sole 24 ore
Un racconto che riporta indietro nel tempo, quando si percorreva l'Europa a piedi e a cavallo: viaggi fatti di incontri e di vite intrecciate lungo il percorso.
Emanuela Citterio
VITA settimanale
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