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Gli ultimi vent’anni di storia dell’India letti da due giovani studiosi e politologi indiani, Aditya Nigam e Nivedita Menon. Potere e contestazione. L'India dal 1989 è la guida ideale per capire l'India di oggi, nel suo rapporto con la propria storia recente e con le spinte della globalizzazione. Abbiamo chiesto agli autori di introdurci alla lettura del libro. |
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1. Mentre in Europa cadeva il Muro di Berlino, l’India si avviava ad attraversare quattro anni molto travagliati e difficili, da voi definiti, in modo emblematico, apocalittici. Quali furono gli eventi più significativi e di maggiore impatto?
Il 1989 segna l’inizio della disgregazione del consenso nehruviano costituitosi nel 1947 (quando l’India ottenne l’Indipendenza) intorno all’idea di una nazione laica con un’economia fiduciosa in se stessa e ispirata a una visione socialista e con una politica estera non allineata.
2. A distanza di due decenni, qual è lo stato di salute della democrazia indiana? La democrazia indiana ha un alto tasso di turbolenza e spirito polemico, con continue sfide lanciate a ogni tipo di egemonia da parte delle élite del paese. Le elezioni, indette con grande regolarità sin dall’Indipendenza (a eccezione del breve periodo dello stato d’Emergenza in vigore dal 1975 al 1977), vedono di solito la partecipazione del 60-70% dell’elettorato, con risultati mai scontati.
3. Per i viaggiatori (e i lettori) è difficile abbracciare la complessità e l’ampiezza dell’India. Quali chiavi di lettura suggerite per comporre i pezzi di questo straordinario puzzle?
L’India di oggi possiede un’unità politica, è uno stato moderno che si è definito a partire dal colonialismo britannico e dalle spinte anti-colonialiste interne. L’idea dell’India cominciò a emergere nel XIX secolo e si concretizzò con l’Indipendenza nel 1947.
4. Qual è la condizione delle donne in una società così complessa?
La Costituzione indiana garantisce l’uguaglianza delle donne e dunque, almeno dal punto di vista formale, la loro condizione di cittadine non è minacciata. Le donne sono attive in politica e nei movimenti di opinione e di lotta, spesso con ruoli di leadership in questi ultimi.
Nelle aree rurali, ancora, il degrado ambientale obbliga le donne a lunghe marce per trovare acqua o combustibile. Le violenze e gli abusi sessuali a danno delle donne, inoltre, avvengono sia nella sfera pubblica sia in quella privata, mentre le comunità locali e le famiglie esercitano spesso un controllo opprimente sulla sessualità e la mobilità femminile. Allo stesso tempo, una vibrante e attiva rappresentanza femminista lotta per portare aventi istanze politiche su più fronti, lanciando una continua sfida al credo dominante in tema di sessualità e identità della donna. 5. Avete fatto riferimento all’ecomia. In quale direzione si muove l’India? In questi anni prevale un’impostazione neo-liberale, nella quale sembrano riconoscersi le classi di governo sia di destra che di sinistra. Questa impostazione è però continuamente messa in discussione dagli emergenti movimenti a carattere locale e nazionale, la cui azione spinge il governo centrale a mitigare gli effetti più deleteri della propria politica. |
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Potere e contestazione
L'India dal 1989
Il nuovo volume della collana di Storia Globale del Presente









