5 maggio 2016

Avventure nell’essere umano

avventure

Il corpo che “abitiamo” per tutta la vita rimane per molti di noi un territorio in gran parte sconosciuto. Questo libro è un viaggio al suo interno, raccontato come si farebbe per un Paese meraviglioso che si visita per la prima volta.

Medico, scrittore e viaggiatore, Gavin Francis ci parla di salute e malattia, di una macchina incredibilmente affascinante e perfetta e della vita che la anima, esplorata dal cervello al calcagno, e illuminata nei suoi aspetti sorprendenti e meno conosciuti. Una sorta di guida alla straordinaria avventura di “essere umani”, scritta con mano leggera e grande gusto della scoperta e della narrazione, sempre condotta mantenendo un occhio alla scienza e un occhio alla storia della cultura e del pensiero umano. Un libro per tutti, già tradotto in 11 lingue e salutato da un grandissimo successo mondiale di pubblico e di critica, da leggere come un racconto di un viaggio su strade che sono, per una volta, dentro noi stessi.

Per mesi nelle classifiche di non-fiction, Best Science Book of 2015 per “The Guardian”, in traduzione in 9 lingue. 11.000 copie vendute dal maggio 2015 nell’edizione originale.

Gavin Francis è nato nel 1975 a Fife, in scozia. laureato in medicina comincia l’attività di medico presso il Royal Hospital di Edimburgo. dopo la specializzazione decide di mettersi in viaggio e passa dieci anni in giro per il mondo, esercitando la professione medica e scrivendo. il suo viaggio più recente l’ha portato dalla scozia alla Nuova Zelanda in 18 mesi. Prima di Avventure nell’essere umano ha pubblicato due fortunati libri di viaggio dedicati alle sue esperienze di medico nelle missioni polari.

Avventure nell’essere umano

Viaggio straordinario dal cranio al calcagno

Avventure nell’essere umano
  • AutoreGavin Francis
  • Collana La Biblioteca di Ulisse | Varia
  • ISBN 978-88-5922-566-9
  • Pagine 272
  • Data uscita 12-05-2016
  • Prezzo 22.00€
  • Disponibilità Disponibile

Scriveva Leonardo da Vinci che l’uomo è un microcosmo, un mondo in scala ridotta con le ossa a far da montagne, il cuore a far da grande e mobile oceano, il sistema circolatorio a somiglianza dei fi umi e dei corsi d’acqua. Medico, viaggiatore e scrittore, Gavin Francis riprende questa idea e ci conduce alla scoperta del corpo umano e del suo legame con l’avventura di esistere. Dal cranio al calcagno, dalle circonvoluzioni del cervello ai segreti meccanismi che regolano il cuore o i reni, dal mistero del concepimento e della nascita guidati dall’istinto sessuale, al fegato e le sue complesse simbologie, fino alla meravigliosa ingegneria del piede, che ha permesso all’uomo di entrare eretto nella storia dell’evoluzione. Una serie di spedizioni per riscoprire la meravigliosa e talvolta fragile macchina che ci consente di interagire con l’ambiente, di muoverci e di comprendere i nostri simili, filtrate attraverso la diretta esperienza della professione medica e la quotidiana osservazione dell’umanità nella salute e nella malattia. Un libro di sorprendenti avventure nel più aff ascinante e misterioso dei territori, quello della vita umana.

prologo

In questo estratto dal Prologo di Avventure nell’essere umano, Gavin Francis ci introduce alla lettura del libro. Riprendendo una metafora già utilizzata dagli anatomisti del Rinascimento, paragona la ricognizione nel nostro corpo a un grande viaggio e la professione del medico a quella del geografo, e viceversa.

Da bambino non volevo fare il medico ma il geografo. Mappe e atlanti, oltre ad avere un’utilità pratica, erano un modo per esplorare il pianeta attraverso immagini che rivelavano ciò che si cela nel paesaggio.

Non volevo trascorrere la mia esistenza professionale in un laboratorio o in una biblioteca, ma usare le mappe per esplorare la vita e le sue possibilità. Immaginavo che comprendendo il modo in cui era organizzato il mondo, avrei raggiunto una maggiore consapevolezza del posto che l’umanità ha in esso, e avrei imparato un mestiere con cui guadagnarmi da vivere.

Con il trascorrere del tempo quell’impulso a mappare si è spostato dal mondo circostante a quello che ci portiamo dentro; ho barattato il mio atlante geografico con un atlante di anatomia. I due testi all’inizio non mi sembrarono così diversi; i reticoli di vene azzurre, arterie rosse e nervi gialli mi ricordavano i fiumi colorati, le strade principali e quelle secondarie del mio primo atlante. C’erano altre somiglianze: entrambi i libri riducevano la straordinaria complessità del mondo naturale a un fatto comprensibile, che poteva essere dominato.

I primi anatomisti avevano colto una correlazione naturale tra il corpo umano e il pianeta che ci nutre; il corpo era addirittura un microcosmo, cioè un’immagine in miniatura del cosmo. La sua struttura rispecchiava la struttura della terra; i quattro umori del corpo riecheggiavano i quattro elementi della materia. C’è del senso in tutto ciò: siamo mantenuti eretti da uno scheletro di sali di calcio, una sostanza chimicamente simile al gesso e al calcare. Fiumi di sangue sfociano nell’ampio delta del cuore. Il profilo dell’epidermide ricorda la superficie ondulata del terreno.

L’amore per la geografia non mi ha mai abbandonato; non appena gli impegni del tirocinio medico sono diminuiti, ho iniziato a esplorare. Talvolta mi è capitato di esercitare la professione medica mentre viaggiavo, ma più spesso visitavo luoghi nuovi a mio unico beneficio, per vivere paesaggi e popoli diversi, per conoscere il più possibile il pianeta. Quando ho scritto di quei viaggi in altri libri, ho cercato di trasmettere almeno una parte delle sensazioni che in quei posti avevo provato, ma il mio lavoro mi ha sempre riportato al corpo, sia come mezzo per guadagnarmi da vivere sia come il luogo in cui tutti noi abbiamo un inizio e una fine. Lo studio del corpo umano è diverso dallo studio di qualsiasi altra cosa: l’oggetto a cui porre attenzione siamo noi, e lavorare con il corpo ha un’immediatezza e un potere trasformativo unici.

© EDT 2016