20 ottobre 2016

I dieci comandamenti del cibo secondo Jay Rayner

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Ai tempi di Mosè non si facevano molte distinzioni sul cibo. Oggi, invece, è diventato uno dei temi principali delle nostre vite. Tocca dunque a Jay Rayner colmare le lacune del profeta: il critico dell’Observer stila un nuovo decalogo – tra ricerca scientifica e humor – dedicato all’alimentazione contemporanea.

Per introdurvi alla lettura, non c’è niente di meglio che citare le parole dello stesso Rayner, che in questo passo spiega quale deve essere l’approccio giusto per seguire fino in fondo i dieci comandamenti del cibo.

«I comandamenti sono stati concepiti in un’epoca in cui con “street food” si intendevano gli scarti di cibo che i poveracci raccattavano per strada; in cui la parola “porcheria” designava situazioni come quella di chi aveva rapporti sessuali con una donna e sua figlia, e non un hamburger con troppe salse; in cui la gente si limitava a comprare gli ingredienti, non ad “approvvigionarsi all’origine”. Allora era tutto molto più semplice. In fin dei conti, la stragrande maggioranza delle decisioni relative al cibo, all’epoca di Mosè, riguardava l’alimentazione di base, cercare di non intossicarsi e non far arrabbiare un dio vendicativo.

In questi primi anni del XXI secolo, invece, come e che cosa mangiamo è molto più importante di tutto ciò. Dimenticate pure il dio vendicativo, perché il problema è che cosa potrebbero pensare i vostri amici se cercaste di mangiare un hot dog con le posate. C’è anche da dirimere la complicata questione se le multinazionali globali del cibo stiano cercando di arricchirsi uccidendovi con una serie di alimenti infarciti di zuccheri. E poi c’è la cupa e alienante esperienza di quando vi sedete davanti al frigorifero prima di infilarci dentro la spesa settimanale, e vi chiedete se la quantità di cibo che non avete consumato la settimana precedente, e che ora andrà sprecata, non vi farà sentire una cattiva persona (sarò breve: mi dispiace, ma è così).

Che cosa significa tutto questo? Significa che abbiamo bisogno di una nuova serie di comandamenti sul cibo, appositamente pensati e tagliati su misura per questa moderna epoca ossessionata dall’alimentazione. Il che a sua volta significa che abbiamo bisogno del nostro Mosè gastronomico, che abbia la competenza, l’autorevolezza, l’intuito e i denti per dettar legge.

Conosco la persona giusta.»

 

Jay Rayner è giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e musicista. Possiede uno spiccato amore per il maiale e una splendida collezione di camicie a fiori. Da oltre quindici anni è critico gastronomico dell’Observer, conduce il programma di cucina The Kitchen Cabinet per BBC Radio 4 ed è ospite abituale sia di The One Show sia di Masterchef. Si esibisce in tutto il Paese con il suo quartetto jazz e in monologhi teatrali. Nel 2016 e 2017 porterà in tournée in Gran Bretagna il nuovo spettacolo tratto da I dieci comandamenti del cibo. Vive a South London con la moglie e i due gli. Questo è il suo nono libro.

I dieci comandamenti del cibo

I dieci comandamenti del cibo
  • AutoreJay Rayner
  • Collana Allacarta XL | Food
  • ISBN 978-88-5923-286-5
  • Pagine 240
  • Data uscita 20-10-2016
  • Prezzo 13.50€ 11.48€
  • Disponibilità Disponibile

In tempi in cui le classifiche, le top ten, le to do list spopolano, il celeberrimo food writer inglese Jay Rayner prende il decalogo più famoso di tutti i tempi e lo declina adattandolo a una delle maggiori mode/ossessioni contemporanee: il cibo. Saggio, pamphlet, inchiesta, "I dieci comandamenti del cibo" è istruttivo come un libro di Michael Pollan (il celebre giornalista statunitense autore de "Il dilemma dell’onnivoro") e arguto come solo gli anglosassoni sanno essere. Una lettura divertente, ma che tra un aneddoto e una storiella dà tanti buoni consigli per avere un’alimentazione corretta, lontana dagli estremismi che sembrano dilagare.

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Con stile arguto e irriverente, Jay Rayner ci accompagna alla lettura del suo graffiante libro che rivisita i dieci comandamenti in chiave food. Buon appetito e buona lettura!

Ho la barba sale e pepe, i capelli lunghi e, anche se me lo dico da solo, gli abiti flosci mi fanno supersexy (perché in effetti stanno bene sulle corporature abbondanti). E sì, i denti che ho in bocca sono tutti miei (non mi importerebbe se fossero quelli di un altro, ma mi accontento dei miei, in fondo mi hanno accompagnato fin qui).

Venite con me, dunque, mentre formulo la legge, mentre mi occupo una volta per tutte della questione se sia davvero un bene desiderare la roba del vicino di casa (lo è), dell’importanza di mangiare con le mani (certo che è importante) e se dovreste o meno scartare il grasso (no che non dovreste).

Sarò la vostra guida nell’adorazione degli avanzi e sui motivi per cui non dovete confondere il cibo con i farmaci in grado di guarirvi da qualsiasi patologia nota, soprattutto il cancro (un avvertimento al volo: non esiste un solo alimento che, se ingerito, vi proteggerà dai tumori. Neppure uno). Sosterrò che dovrete cucinare senza scartare a priori il cibo più fetente, anche se odora di morte. Gli alimenti migliori nella vita in effetti hanno un leggero odore di morte.

Sosterrò che dovrete onorare il vostro maiale. Oppure anche quello d’altri, è uguale, perché ogni cosa risulta migliore grazie all’impiego di un po’ di maiale.

Su questo punto ammetto di essere in qualche modo in contrasto con Mosè e con gli originari comandamenti che lui ha consegnato ai figli d’Israele, però scommetto che se avesse mai provato un tramezzino al bacon con tutti i crismi – composto da morbido pane bianco e pancetta ancora calda e croccante, con appena una lacrima di brown sauce – be’, sarebbe stato dalla mia parte. Tutta quella faccenda del divieto del maiale non sarebbe mai entrata là dentro.

Lo so, sono un PESSIMO ebreo.

 

Jay Rayner, I dieci comandamenti del cibo © EDT 2016