10 maggio 2017

I Mann, storia di una famiglia

I Mann dettaglio

La storia della famiglia Mann è una grande epopea storica che si staglia sullo sfondo delle più grandi tragedie del Novecento. Tilmann Lahme la racconta in un libro che è un grande best-seller con più di 30.000 copie vendute in Germania, ed è in corso di traduzione in tutta Europa.

Thomas Mann è lo scrittore più importante della Germania già nel 1922, l’anno su cui si apre il volume di Lahme: ha 47 anni, ha scritto romanzi straordinari come I Buddenbrok e La montagna magica, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura e comincia a dover fare i conti con una situazione politica che presto porterà all’ascesa del nazismo. Sua moglie Katia, donna dal polso leggendario, tiene a bada i sei figli e il complicato ménage casalingo mentre lui lavora.

Da questo punto di partenza, Lahme costruisce il suo racconto “dall’interno” di una famiglia segnata dal talento, dalle passioni, dal dolore e dalla storia. Thomas il patriarca, completamente votato al proprio genio, Katia, la moglie elegante, forte e sofferente, i figli Erika, scrittrice e attrice, legatissima al fratello Klaus, scrittore come il padre, antifascista, omosessuale e suicida nel 1949, Golo, l’intellettuale che cerca di salvarsi fuggendo dalla famiglia, Monika, la meno amata delle figlie, Elisabeth la cocca del padre e Michael, il musicista che lotta contro il proprio carattere e le stellari aspettative dei genitori (e che morirà suicida come il fratello Klaus).

È intorno a questi otto protagonisti (più Heinrich, il fratello di Thomas, grande scrittore meno fortunato e più sofferente) che si intreccia questo grande affresco fatto di immenso talento, inesplicabile dolore, amori liberi e spesso sbagliati, abuso di droghe, politica, arte e teatro. E sullo sfondo, le tragedie dell’Europa, il nazismo, la scelta dell’esilio in California, il ritorno nella Germania ferita del dopoguerra.

 

Tilmann Lahme, storico della letteratura, giornalista e critico, è stato per anni responsabile del dorso culturale della “Frankfurter Allgemeine Zeitung”. Nel 2009 ha pubblicato un’acclamata biografia di Golo Mann. È in corso di pubblicazione una vasta antologia che combina gli epistolari dei componenti della famiglia Mann (Die Briefe der Manns. Ein Familienporträt, Fischerverlag 2016).

I Mann

Storia di una famiglia

I Mann
  • AutoreTilmann Lahme
  • Collana La Biblioteca di Ulisse | Varia
  • ISBN 978-88-5923-187-5
  • Pagine 512
  • Data uscita 11-05-2017
  • Prezzo 26.00€
  • Disponibilità Disponibile

Thomas e Katia Mann, insieme ai loro
sei figli, hanno rappresentato la famiglia tedesca del Novecento per eccellenza agli occhi del mondo intero. Come ebbe a scrivere uno dei massimi studiosi dello scrittore e premio Nobel, “ciò che per i britannici sono i Windsor, per i tedeschi sono i Mann”. La loro storia racchiude tutto ciò che ci si può aspettare da una grande saga familiare e letteraria che attraversa il secolo delle grandi tragedie mondiali: accanto a un dispiegamento fuori misura di talento, eccentricità e genio, una dose non comune di infelicità e una ricerca inesausta della propria identità e della propria libera affermazione personale.

Tilmann Lahme racconta in questo libro la complessa trama dei rapporti personali, degli amori repressi e di quelli realizzati, delle pulsioni segrete e di quelle affermate con coraggio, della storia vissuta sulla propria pelle al di là di ogni protezione fornita dal benessere e dalla fama del più illustre fra gli intellettuali tedeschi.

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In questo breve estratto dalle pagine iniziali de I Mann, Tilmann Lahme pone la sua lente di ingrandimento sulle vicissitudini quotidiane dei figli dell’autore dei Buddenbrook, costruendo un piccolo affresco quotidiano che ci riporta al 1922.

Ribellione nella casa del poeta. I figli maggiori della famiglia Mann sono in rivolta. Erika e Klaus Mann non prendono sul serio scuola e insegnanti. E con la loro “banda dell’Herzogpark” terrorizzano il buon vicinato monacense. Ignorano allegramente qualsiasi ammonimento o tentativo di convincerli con le buone. I genitori, che di norma non amano intervenire, si risolvono in ne a imporre la loro autorità.

Tutto è cominciato in modo innocente. Il primo gennaio del 1919, mentre a Monaco la rivoluzione seguita alla guerra perduta liquidava l’ancien régime, Erika e Klaus Mann fondano insieme all’amico Ricki Hallgarten un gruppo teatrale. Al gruppo, che si è dato il nome di Laienbund deutscher Mimiker (Filodrammatica dei mimi tedeschi), aderiscono ben presto anche altri giovani, come Gretel e Lotte Walter, figlie del direttore d’orchestra Bruno Walter, vicino di casa e amico dei Mann, o Wilhelm Emanuel Süskind, appassionato di letteratura, di qualche anno più vecchio; anche a Monika e Golo, fratelli minori di Erika e Klaus, viene di tanto in tanto permesso di prender parte alle recite. L’interpretazione della donna in lutto offerta da Golo nella messa in scena della Minna von Barnhelm di Lessing scatena grandi risate.

I mimi più collaudati trovano presto nuovi palcoscenici. Erika, Klaus e le glie di Walter si esibiscono per strada e sui tram di Monaco in scene molto credibili, nelle quali simulano violenze sadiche sugli animali o ngono di subire minacce da parte di uomini crudeli; si lanciano in scherzi telefonici davvero convincenti (grazie soprattutto a Erika, dotata di un vero e proprio talento per l’imitazione); e compiono furti nei negozi con tecniche sempre più ingegnose. Quello che era nato come un divertimento innocuo sfocia dunque in atti criminali. L’apice è raggiunto con la festa che la “banda dello Herzogpark” organizza nella primavera del 1922 in onore di un amico attore, in cui i ragazzi servono in tavola esclusivamente cibo frutto delle loro rapine. La cosa viene a galla. Per i genitori la misura è colma: spediscono la sedicenne Erika e il quindicenne Klaus in collegio.

Ma non sono soltanto i figli maggiori a dare preoccupazioni ai genitori. Golo, nato nel 1909, riceve a Pasqua la pagella della quarta classe nel rinomato Wilhelmgymnasium. È stato bocciato. Golo è un ragazzo talentuoso, scrive il maestro nella “valutazione scolastica speciale”, ma a causa della sua “estrema pigrizia” ha preso “insufficiente” in greco e matematica. “Con astuzia e stratagemmi – è molto inventivo – tenta di nascondere la sua pigrizia”. Il tredicenne Golo, che fin dall’infanzia si sente ripetere quanto è brutto e maldestro, fatica a trovare il suo posto in famiglia accanto ai fratelli maggiori, capaci di conquistarsi le simpatie di tutti con arguzia, fascino e spudoratezza. E ora deve portare a casa questa sconfitta, la pagella della bocciatura.

Neanche Monika, la quarta dei fratelli Mann, nata nel 1910, fa sperare in una brillante carriera scolastica. La figlia sognatrice, che tende per lo più a non farsi notare, è caratterizzata da una “amabile stupidità”, scrive una volta la madre al marito, un giudizio che si manterrà costante negli anni e subirà variazioni solo nell’aggettivo. Nel maggio del 1922 Monika frequenta la quinta classe al Luisengymnasium di Monaco. Nelle parole della madre: “Moni si trascina ottusamente in seconda”.

I Mann. Storia di una famiglia, di Tilmann Lahme © EDT 2017