26 giugno 2012

La giornata di un danzatore

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Deborah Bull è stata a lungo Principal Dancer del Royal Ballet di Londra. Oggi è Direttrice Creativa della Royal Opera House, ma anche scrittrice, autrice e presentatrice di programmi televisivi. Per introdurre questo suo libro che rappresenta sia un omaggio alla danza sia una cronaca immaginaria ma fedele della giornata tipo di un danzatore, non c’è niente di meglio che proporre le parole della sua Introduzione al libro.

 

La danza di ogni giorno è un libro sulla danza: che cosa vuol dire danzare, come si fa, come ci si sente quando si danza e cosa succede quando tutto finisce. Strutturata come la giornata tipo di una ballerina, la narrazione ripercorre non solo la scaletta dei suoi impegni quotidiani ma anche la parabola della sua carriera, la primissima lezione di danza, gli studi, la vita all’interno di una compagnia, la gavetta nel corps de ballet e il ruolo di prima ballerina, per poi arrivare, neanche trent’anni dopo che tutto ha avuto inizio, all’ultimo sipario: il ritiro dalle scene e il senso di perdita che deriva dal dire addio ai sogni di bambina.

La danza di ogni giorno non vuole essere la mia storia, anche se inevitabilmente ho attinto dalle mie esperienze personali come punto di partenza; né vuole essere il ritratto di una singola compagnia, di una specifi ca esibizione o di una particolare giornata. Il lettore attento riconoscerà elementi di alcuni balletti e potrà persino scorgere volti familiari fra le pagine, ma le descrizioni sono solo indicative. Generalmente ho usato un unico pronome personale – lui o lei – anziché entrambi, anche se in molti casi (non tutti) il “ballerino medio” a cui mi riferisco, così come i coreografi e gli insegnanti che si incontrano strada facendo, può essere sia maschio sia femmina. Pensate a chi danza in generale, dunque, e perdonatemi se in alcuni punti ho fuso insieme balletti, persone ed esperienze per dipingere un quadro più chiaro.

Un regista di documentari una volta mi descrisse la televisione come “una serie di piccole bugie volte a raccontare una verità più grande”. Se ho giocato con certi dettagli nel mio libro è stato per uno scopo simile – per fornire un resoconto sincero di cosa signifi chi essere un ballerino. Niente titoli sensazionali né aloni di magia, solo la realtà quotidiana e, al tempo stesso, l’esperienza straordinaria del ballare per mestiere.

 

L’AUTRICE

Tutto su Deborah Bull nelle pagine del suo sito ufficiale.

 

 

La danza di ogni giorno

La danza di ogni giorno
  • AutoreDeborah Bull
  • Collana Fuori collana | Musica
  • ISBN 978-88-6639-127-2
  • Pagine 216
  • Data uscita 28-06-2012
  • Prezzo 14.00€
  • Disponibilità Disponibile

Che cosa vuol dire danzare, come si diventa ballerini, come ci si sente quando si danza e che cosa succede quando tutto finisce. In una narrazione strutturata come la giornata tipo di una ballerina (o di un ballerino), questo libro ripercorre non solo la scaletta degli impegni quotidiani di chi ha fatto della danza la propria vita, ma anche lo splendido arco della sua carriera, sin dalla primissima lezione: le scelte iniziali, gli studi, la vita all’interno di una compagnia, la gavetta nel corps de ballet e l’agognato ruolo di prima ballerina, per poi arrivare, neanche trent’anni dopo che tutto è cominciato, all’ultimo sipario, al ritiro dalle scene e al senso di vuoto che deriva dal dire addio a un sogno coltivato fin da bambini.

danza di ogni giorno

Sono le dieci e ventotto minuti. Su tre lati della sala – appoggiate alla barre, piegate su di essa o intente a fare stretching a terra – circa trenta ballerine si preparano per la lezione. I loro abiti sono un bizzarro accostamento di Lycra, leggings, felpe, gonnellini di chiffon, pantaloni della tuta, calzettoni di lana e grosse babbucce imbottite. Le gambe si estendono dai busti ad angolazioni impossibili, le schiene si curvano in avanti e indietro formando archi perfetti, i polpacci vengono massaggiati, le caviglie manipolate, i muscoli delle cosce distesi con delicatezza. I loro visi, strofinati con cura per rimuovere il trucco della sera prima, sono tirati e hanno delle leggere ombre nere sotto gli occhi. Alcune sono del tutto immerse nel loro mondo, concentratissime sulla routine che precede la lezione, mentre altre sembra che siano state trasportate qui dal pilota automatico, non riescono a concentrarsi su nulla, non ancora.

C’è un lieve brusio mentre chiacchierano del più e del meno, ma il volume è basso, come il livello dell’energia. Non sono passate neanche dodici ore da quando il sipario è calato sulla loro ultima esibizione e tra nove ore si alzerà di nuovo, sulla prossima. La lezione, e la giornata tipo della ballerina, stanno per cominciare.

La lezione.
Probabilmente per una ballerina spiegare cosa sia la lezione è difficile quanto lo è per la maggior parte delle persone spiegare la respirazione. È quello che facciamo tutti i giorni, la chiave di accensione che mette in moto la giornata. Senza la lezione, non accade nulla. È il nostro pane quotidiano, un dovere e un rituale per il ballerino, come il Padre Nostro lo è per il prete: una costante immancabile, una fonte di ispirazione, un promemoria della perfezione a cui aspiriamo… e, qualche volta, una formula fastidiosamente ripetitiva che è fin troppo facile applicare senza riflettere ed è, pertanto, priva di reali benefici.

La lezione è anche un grande momento di democrazia. La danza è una delle pochissime professioni in cui le star più acclamate e i più umili aspiranti si riscaldano e vengono corretti insieme, en masse, le Darcey Bussell e gli Edward Watson sono allineati alla sbarra accanto ai più recenti membri del corps de ballet e, di tanto in tanto, a qualche allievo della scuola all’ultimo anno. Ogni mattina, per quanto lo spettacolo della sera prima possa aver elevato alcuni di noi al rango di divi, ci ritroviamo tutti sullo stesso piano partecipando allo stesso rituale: la lezione quotidiana.