Romanticismo e musica

L'estetica musicale da Kant a Nietzsche

Romanticismo e musica
  • AutoreGiovanni Guanti
  • Collana Documenti e saggi | Musica
  • ISBN 978-88-7063-016-9
  • Pagine 352
  • Data uscita 14-12-1989
  • Prezzo 22.00€
  • Disponibilità Disponibile

Questa antologia sull'estetica musicale romantica è circoscritta all'area culturale germanica ma, com'è appena il caso di ricordare, è in quest'area che nasce e si sviluppa nella sua forma più ricca, originale e compiuta la moderna filosofia della musica, della quale saranno via via debitori i paesi europei. Musica est exercitium metaphysicae occultum nescientis se philosophari animi: così Schopenhauer riferisce, esplicitamente parodiato, un celebre asserto leibnitziano, offrendo al contempo la più completa definizione della musica in prospettiva squisitamente romantica. La scelta antologica, che presenta una vasta raccolta di riflessioni sulla musica - dovute non tanto alla penna di compositori, strumentisti e critici musicali, quanto a quella di letterati, poeti e filosofi attivi nell'area culturale germanica tra la fine del XVIII secolo e la fine del XIX - documenta l'abbandono dell'orizzonte artigianale in un'arte che, nel farsi appunto "esercizio metafisico", verrà configurandosi progressivamente come origine, centro, modello e fine di tutte le altre. In tal modo il pensiero romantico relega la specificità tecnica della pratica musicale nel limbo della quotidianità, innalzando d'altra parte le meraviglie suggestive del mondo sonoro alla dignità sovrannaturale dei misteriosi richiami che provengono da un paradiso perduto. L'itinerario proposto dall'autore - che ne chiarisce e commenta il significato in un'ampia analisi introduttiva - conduce da Wackenroder e Tieck a Nietzsche, attraversando i sogni e le visioni di Hoffmann, Novalies e Heine, gl'incanti lirici di Eichendorff e Morike, le articolate costruzioni teoriche di Kant, Hegel, Schelling ed Herbart. Si rende così esplicita, nel susseguirsi di una serie di metamorfosi, la vicenda della cultura europea nel suo passaggio delle precarie certezze illuministiche alla definitiva accettazione del nichilismo o dell'utopia: come si può leggerlo nello specchio circoscritto, ma esauriente, della musica.