2 maggio 2012

Melodia cubana. Sventure del Paradiso

melodia cubana

Una dichiarazione d’amore per l’isola di Cuba e una riflessione sull’impossibilità di costringere un popolo alla felicità.

Erik Orsenna è ancora un bambino quando il nonno, gran viaggiatore e giramondo, gli racconta dei Caraibi, della grande isola a poche miglia dagli Stati Uniti, della Rivoluzione, di Fidel Castro, dei festeggiamenti per la caduta di Batista: un’esplosione di colori cubani in un appartamento di Montparnasse. Molti anni dopo Orsenna parte per Cuba con il fotografo Bernard Matussière, alla ricerca delle suggestioni di quei racconti.

Il suo entusiasmo iniziale, tuttavia, non tarda a scemare davanti all’esperienza diretta della vita sull’isola. Sul paradiso della sua infanzia grava un rigidissimo embargo e le promesse della Rivoluzione non sono state mantenute.

Orsenna visita posti lontani dai circuiti del turismo di massa, parla con la gente, scava tra le rovine di un sogno, cerca le ragioni dell’insuccesso di chi voleva costruire il paradiso sulla terra. Il suo resoconto di viaggio, coinvolgente e appassionante, ironico e disincantato, è una dichiarazione d’amore per Cuba e la sua gente e insieme una riflessione sull’impossibilità di costringere un popolo alla felicità.

Melodia cubana

Sventure del Paradiso

Melodia cubana

Ogni famiglia ha il suo Eldorado.
Terre lontane popolate di avi necessariamente intrepidi, seduttori, ricchissimi. Da bambino passeggiavo sulle banchine del porto, m’inebriavo di Brasile e di Caraibi, senza chiedere a me stesso niente di più preciso.
Quando sono cresciuto, ho deciso di vedere con i miei occhi.
Lei di cognome faceva Villademoros, cartolaia. Lui si chiamava Augustino, commerciante. I miei trisavoli. Abitavano all’Avana, la città in cui erano nati.
Centoventi anni più tardi Cuba taglia il respiro per quanto le persone, i luoghi sono belli, e stringe il cuore per quanto il fallimento grida al cielo. Il grande Fidel ha fatto il suo passaggio: voleva edificare il paradiso sulla terra. Si possono costruire scuole, ospedali, non si può costringere un popolo alla felicità. Soprattutto quando questo popolo già la possiede. Avete capito bene: insieme all’albero genealogico, abbiamo visitato le rovine
di un sogno.

E.O.

La Rivoluzione, come indica il nome stesso, vuole cambiare tutto. Così i gentili khmer rossi svuotarono le città di tutti i loro abitanti. L’Uomo nuovo può nascere soltanto all’aria pura della campagna. La trasformazione dell’Avana in un’enorme fattoria clandestina faceva parte del grande progetto castrista? Comunque sia, gli appartamenti di vaste zone della città pullulano di animali commestibili. I saloni diventano cortili, i bagni porcili, le faraone e i tacchini si sono messi a guardare la televisione. A due passi dal museo di Storia e dal Castillo Real de la Fuerza, l’Hostal Valencia è un palazzotto spagnolo i cui due piani, che si aprono in arcate, circondano un patio piastrellato. Sedotto dal fascino del luogo, un turista italiano scelse la camera numero 7, reputata la migliore. Impossibile dormire. Oltre agli infiniti e vari rumori che popolano qualsiasi notte cubana (liti, radio a tutto volume, occupazioni domestiche di ogni genere e in ogni momento, ansiti amorosi, ecc.), un gallo si mise a cantare e senza un attimo di riposo continuò fino all’alba.