15 giugno 2017

Remixing, viaggi nella musica del XXI secolo

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L’avvento del digitale ha sconvolto in profondità la scena musicale mondiale, causando una molteplicità di eventi cataclismatici ed epocali come il crollo del mercato discografico, il trionfo della pirateria, l’avvento dello streaming e un generalizzato cambiamento delle abitudini di ascolto e di fruizione della musica.

Troppo spesso ci si riferisce a questa svolta come alla fine di una civiltà musicale: il giovane ma già famosissimo dj e scrittore americano Jace Clayton, meglio conosciuto con il nome d’arte DJ/RUPTURE ci racconta invece tutta un’altra storia. Il mondo della musica non è mai stato così vitale e creativo, anche se la sua ricchezza spesso sfugge al racconto dei vecchi media, e la sua creatività si esercita con mezzi tutt’altro che convenzionali.

Per dimostrarcelo, Clayton ci porta a spasso per il pianeta seguendo le tracce di un suono o di un software musicale, dai party sfrenati dei teenager messicani agli studi di registrazione in cui incidono le star del pop marocchino, dai negozi di vinili per collezionisti di Tokyo alle periferie delle megalopoli di Congo e Nigeria, da una casa di Beirut piena di vecchi dischi di celluloide a un rave party di Tel Aviv.

Un libro che spinge a ripensare da zero il concetto di tradizione musicale e di World Music, e che soprattutto sprizza vitalità e fiducia nel futuro da ogni pagina.

 

Hanno detto di Remixing

In Uproot, Clayton prova a tracciare una mappa delle infinite possibilità che il propagarsi della cultura digitale in tutto il mondo sta offrendo alla musica. In un ecosistema in cui la musica è sempre più difficilmente monetizzabile, Clayton ci suggerisce di guardare al bicchiere mezzo pieno: le voci che corrono, i file che girano, i campionamenti, i mashup, i remix anonimi, tutta questa massa di musica informale, semilegale o illegale, semilavorata, abbozzata, non finita, è un potentissimo fertilizzante della creatività. E, cosa più importante, è un flusso di suoni, di pratiche, di idee, che demolisce la nostra idea anglocentrica o eurocentrica della pop music. L’impollinazione ormai avviene ovunque.

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Clayton, pur avendo le idee chiarissime su molte cose e professando una totale apertura al digitale ha deciso di riversare queste sue riflessioni in un formato decisamente antico come quello di un tradizionale libro di carta. “Ho scritto un libro perché avevo molte cosa da dire” risponde ridendo e aggiunge “Il libro è l’esempio di una tecnologia che è stata di grande successo per molti secoli, è come fosse la realtà virtuale originale oltre che facile da condividere [...] Penso che il libro sia una tecnologia che si muove più lentamente della maggior parte dei media che consumiamo. La stessa cosa succede per i dischi: la testardaggine del supporto fisico a volte può essere una cosa favolosa”.

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Remixing

Viaggio nella musica del XXI secolo

Remixing
  • AutoreJace Clayton (DJ Rupture)
  • Collana Contrappunti | Musica
  • ISBN 978-88-5923-997-0
  • Pagine 212
  • Data uscita 15-06-2017
  • Prezzo 18.00€ 15.30€
  • Disponibilità Disponibile

Nel 2001, alle soglie dell’era di internet, Jace Clayton è uno sconosciuto dj di Boston trapiantato in Spagna. Senza preavviso e senza promozione, un suo mixtape diffuso su internet – Gold Teeth Thief, sessanta minuti di musica «senza né capo né coda» – viene scaricato da migliaia di persone in tutto il mondo e diventa un fenomeno di culto. Clayton comincia a essere invitato a esibirsi nei posti piu? lontani, bizzarri e diversi tra loro, da un nightclub di Zagabria a una galleria d’arte di Osaka, da un ex bordello di Sa?o Paulo ai più prestigiosi ed eleganti musei.

In questo meraviglioso e dannato girovagare, Clayton incontra musicisti e organizzatori culturali, tecnici di studio e fan, e soprattutto ascolta, ascolta tutto e di tutto. Le musiche più insolite, originali, imprevedibili, le musiche di un mondo iperconnesso e globalizzato ma che – in fondo – non è mai apparso così creativo e originale.

Auto-Tune fra i berberi del Marocco, party jungle a Boston e matrimoni di strada al Cairo, Jay Z e i Fugazi, rave di tribal messicano fra Brooklyn e Monterrey, musica per cellulari dal Sahara e per sax dall’Etiopia, orchestre di likembè e sound system giamaicani, il Do It Yourself e il noise giapponese.

Benvenuti nell’era della world music 2.0: un mon- do di remix e appropriazioni piu? o meno indebite, in cui gli strumenti tradizionali sono da buttare nel fuoco e basta un computer – ma all’occorrenza anche uno smartphone o una PlayStation – per fare musica e diffonderla.

Jace Clayton è il bardo di tutto questo, e parte stessa del quadro. Con Remixing le sue orecchie diventano le nostre, e dalla cronaca di questi viaggi musicalmente avventurosi nasce una delle riflessioni più acute mai scritte su cosa sia diventata la musica in questo primo scorcio di XXI secolo.

Remixing estratto

Remixing. Viaggi nella musica del XXI secolo, di Jace Clayton (Dj/Rupture), racconta il mondo della musica di oggi e di domani, all’insegna della creatività e delle fiducia nel futuro. Per introdurvi alla lettura, niente di meglio che un estratto da Le Confessioni di un DJ, il primo capitolo del libro, nel quale l’autore ‘confessa’ il suo stile di vita completamente aperto ai fermenti e agli stimoli di ogni dove.

Lo scorcio iniziale del ventunesimo secolo ce lo ricorderemo per l’enorme quantità di cose dimenticate. Fra i modi in cui comunichiamo fra noi e in cui facciamo esperienza del mondo sono sempre di più quelli che stanno assumendo una natura digitale, e quindi si smaterializzano; moltissimo finisce perduto, mentre emergono molte possibilità nuove. Fra cent’anni il periodo che stiamo vivendo sarà considerato un punto di svolta decisivo: il punto in cui dall’analogico siamo passati al digitale.

Le peculiarità di questa transizione appaiono chiare e distinte soprattutto nell’ambito della musica: mi riferisco a quella magia in forma d’onda che si propaga quando lo spirito umano e la tecnologia uniscono le forze per creare vibrazioni che ci conquistano, al di là delle lingue e delle generazioni, a mezz’aria fra novità e tradizione, e che chiedono sempre di essere condivise. Il battito cardiaco dello Zeitgeist.

Basta una canzone di tre minuti per fermare il tempo, proprio come un campionamento riesce, in tre secondi, a evocare decenni di storia. La musica cronometra la velocità della nostra epoca; poi, secondo l’esigenza del momento, la distende, la contrae, le dà ritmo e attualità.

Da vent’anni a questa parte, è indiscutibile, la tecnologia digitale ha modificato la musica in ogni suo aspetto: ispirazione, produzione, distribuzione, esecuzione e ricezione – tutto insomma. In qualche caso la situazione è peggiorata, ma per lo più è migliorata. E queste profonde trasformazioni elettroniche non sono che una parte del quadro. Se penso a che cos’è stata la mia vita da quando ho cominciato a fare il dj in ambito internazionale, nel 2000, mi vengono le vertigini: non so più quante città ho attraversato, quanti fusi orari. Mia moglie a volte mi chiama “il re del jet-lag”.

Posso dire, senza esagerazione, di aver preso un migliaio di aerei, e dovunque sia andato mi ha colpito come la varietà di circostanze locali complichi o addirittura contraddica la versione standard, offerta dai media, su come stia cambiando la musica.