2 novembre 2016

Richard Wagner: scritti teorici e polemici

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Se davvero, come Wagner affermava, separare l’artista dall’uomo è come dividere l’anima dal corpo, le migliaia di pagine di cui si compone il corpus dei suoi scritti letterari, autobiografici, teorici e polemici può costituire una preziosa via d’accesso a entrambe le parti di questa unità indivisibile e sfuggente.

La raccolta di scritti che qui si propone documenta nel suo insieme tre epoche decisive nell’evoluzione del pensiero di Wagner: la fase giovanile e rivoluzionaria, intorno al 1850, le riflessioni sulla prassi esecutiva, sulla finalità dell’opera e sulla nozione di Musikdrama scritte fra la fine del 1869 e il 1872, mentre nasceva l’“ideale di Bayreuth”, infine le tarde considerazioni riassuntive sulla drammaturgia musicale pubblicate mentre ferveva il lavoro alla partitura del Parsifal. Vi si troveranno alcuni dei saggi più famosi, come il fondamentale scritto autobiografico Una comunicazione ai miei amici, o il celeberrimo e profetico Del dirigere, o ancora le pagine illuminanti di Sulla denominazione “Musikdrama” e Sull’applicazione della musica al dramma, fondamentali per la comprensione del suo pensiero drammaturgico.

Ma se i temi e le finalità degli scritti sono diversi, su tutti aleggia la sovrana vis polemica dell’autore, presente qui come non mai: quel suo “scrivere parlando” per chiarire, giustificarsi o colpire, che alterna una passione contagiosa ad attacchi velenosi e talvolta meschini. Ma in non poche pagine i suoi eroici furori salgono a vette letterariamente eccelse, il cui valore non sfuggì a un lettore patologicamente ostile allo scriver male come Nietzsche. La traduzione in cui si propone questa antologia è quella fedele e già apprezzata di Francesco Gallia, preceduta da un’accurata Introduzione di Maurizio Giani.

 

Contenuto del volume:

Una comunicazione ai miei amici (1851)

Del dirigere (1869-70)

Sulla finalità dell’opera (1871)

Lettera a un attore (1872)

Sulla denominazione “Musikdrama” (1872)

Del comporre poesia e musica (1879)

Sul libretto e sulla composizione della musica d’opera (1879)

Sull’applicazione della musica al dramma (1879)

 

Maurizio Giani insegna Estetica musicale nell’Università di Bologna. Ha pubblicato numerosi studi sull’analisi del Lied romantico, su problemi di lessicografia musicale e sul teatro wagneriano. Tra le sue pubblicazioni più recenti una vasta monografia su Johannes Brahms (Palermo, 2011) e la traduzione commentata di Oper und Drama di Wagner (Roma, 2016).

Scritti teorici e polemici

Musikdrama, Del dirigere e altri saggi

Scritti teorici e polemici
  • AutoreRichard Wagner
  • Collana Contrappunti | Musica
  • ISBN 978-88-5923-190-5
  • Pagine 288
  • Data uscita 03-11-2016
  • Prezzo 28.00€
  • Disponibilità Disponibile

Richard Wagner non fu soltanto il compositore di colossali opere di teatro musicale che tutto il mondo conosce e ammira – e di cui peraltro si scriveva da sé gli interminabili e densi libretti. Per l’intero corso della sua vita Wagner fu anche un instancabile, quasi parossistico scrittore. Le diverse migliaia di pagine che destinò alla pubblicazione su giornali, riviste, opuscoli polemici e vasti volumi autobiografici (al cui computo si deve aggiungere l’imponente epistolario) hanno rappresentato non solo una delle letture preferite e dei grandi argomenti di conversazione per un secolo abbondante, ma anche un importante capitolo della storia della letteratura tedesca.

Con uno stile tra il brillante e il prolisso, denso, febbrile, spesso polemico e talvolta contraddittorio, Wagner scrisse praticamente su tutto, dalla politica alla filosofia, dalla drammaturgia musicale alla dieta vegetariana, tralasciando i più detestabili scritti antisemiti. Immergersi nella lettura delle sue opere teoriche e polemiche non vuol dire incontrare uno studioso che scava e indaga ma un uomo di irrefrenabile vitalità intellettuale che intende ammaestrare e discettare su tutto con uno stile dai tratti inconfondibili e dalla forza sorprendente.

Da diversi decenni poco o nulla di questo immenso, appassionante e diseguale corpo di scritti era disponibile nelle librerie italiane, e con questo volume si cerca di sopperire a questa inspiegabile assenza.

Il volume, che si avvale delle precise e apprezzate traduzioni di Francesco Gallia e di una esperta introduzione storica di Maurizio Giani, raccoglie un ampio ventaglio di scritti che va dal fondamentale 'Musikdrama', al visionario 'Del dirigere', al tormentato 'Una comunicazione ai miei amici', e ripropone alla lettura del pubblico moderno uno scrittore di rara passione e intelligenza.

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Dall’Introduzione di Maurizio Giani proponiamo questo ampio estratto dedicato all’evoluzione del pensiero wagneriano e alla genesi stessa del volume “Scritti teorici e polemici”.

Gli scritti qui raccolti apparvero originariamente in volumi separati nel corso degli anni Ottanta, a cura di Francesco Gallia; costituirono allora un capitolo di rilievo nella storia, disordinata e frammentaria, delle traduzioni italiane delle Gesammelte Schriften wagneriane. Oltre a rendere finalmente accessibile al nostro pubblico, a più di centotrent’anni dalla prima edizione, quel documento autobiografico di capitale importanza che è Una comunicazione ai miei amici, Gallia ripropose Del dirigere e una organica scelta dell’ultima produzione saggistica di Richard Wagner: testi già noti in Italia, ma dispersi in antologie vecchie di decenni, e non sempre ben tradotti. Esauriti da tempo, era doveroso ripubblicarli; ma dalla riunione è nata una silloge singolarmente coerente, e per vari motivi.

Anzitutto, nel loro insieme essi documentano tre epoche decisive nell’evoluzione del pensiero di Wagner: la fase rivoluzionaria, intorno al 1850; le riflessioni sulla prassi esecutiva, sulla finalità dell’opera e sulla nozione di Musikdrama redatte tra la fine del 1869 e il 1872, allorché nasceva l’“ideale di Bayreuth” e l’impresa, grazie al sostegno del re di Baviera, prendeva concreto avvio; infine le tarde considerazioni riassuntive sulla drammaturgia musicale pubblicate nel 1879 sul periodico «Bayreuther Blätter», tre anni dopo la storica inaugurazione dei Festspiele, mentre ferveva il lavoro alla partitura del Parsifal.

Vi è poi la sovrana vis polemica dell’autore, presente qui come non mai: quel suo “scrivere parlando” per chiarire giustificarsi colpire, che alterna passione contagiosa ad attacchi velenosi o peggio meschini: nei confronti di Johannes Brahms, eletto dal partito antiwagneriano a suo rivale, Wagner sentirà persino il bisogno di rispolverare i postulati della mitologia dialettica della storia delineata negli scritti rivoluzionari di metà secolo, insaporendola con qualche spruzzo di antisemitismo. Ma in non poche altre pagine, per fortuna, i suoi eroici furori salgono a vette letterariamente eccelse, il cui valore non sfuggì a un lettore patologicamente ostile allo scriver male come Nietzsche.

Infine, dalla coabitazione di questi saggi in un unico tomo guadagna maggiore evidenza un ulteriore fattore unificante, che come un sottile fil rouge li attraversa tutti, pur nel variare delle tematiche e dei contesti: si tratta dell’insistenza con cui Wagner torna sul momento performativo, sulla realizzazione concreta dell’“opera d’arte dell’avvenire”, legata a doppio filo all’aspetto “sensualistico”, realistico-materiale, della sua estetica. Per Wagner il dramma musicale vive esclusivamente nel momento dell’attualizzazione; il postulato della compenetrazione organica delle arti – quel che va sotto il nome di Gesamtkunstwerk, la famigerata “opera d’arte totale”, o peggio, trattandosi di espressione non coniata da lui, di Wort-Ton-Drama – deve essere portato ad effetto in ogni minima sfumatura, anche negli aspetti più periferici della messinscena.

Da questo punto di vista il lungo saggio sulla direzione d’orchestra, che si occupa in modo pressoché esclusivo dell’interpretazione di brani strumentali, soprattutto beethoveniani, e parrebbe dunque estraneo al problema del rapporto tra musica e teatro, può essere letto qui in una chiave che gli conferisce un significato tutto particolare: infatti proprio la teoria del melos che Wagner vi espone, con l’intento di delucidare il contenuto poetico della moderna musica sinfonica e i mezzi atti a restituirlo in modo adeguato, si collega direttamente al nesso fondativo tra gesto musicale e gesto scenico teorizzato in Opera e dramma, un nesso dalla cui corretta interpretazione dipendono le sorti stesse dello spettacolo drammatico-musicale nel suo insieme.

Maurizio Giani in Scritti teorici e polemici, Richard Wagner © EDT 2016