Sarò la vostra guida nell’adorazione degli avanzi

Con stile arguto e irriverente, Jay Rayner ci accompagna alla lettura del suo graffiante libro che rivisita i dieci comandamenti in chiave food. Buon appetito e buona lettura!

Ho la barba sale e pepe, i capelli lunghi e, anche se me lo dico da solo, gli abiti flosci mi fanno supersexy (perché in effetti stanno bene sulle corporature abbondanti). E sì, i denti che ho in bocca sono tutti miei (non mi importerebbe se fossero quelli di un altro, ma mi accontento dei miei, in fondo mi hanno accompagnato fin qui).

Venite con me, dunque, mentre formulo la legge, mentre mi occupo una volta per tutte della questione se sia davvero un bene desiderare la roba del vicino di casa (lo è), dell’importanza di mangiare con le mani (certo che è importante) e se dovreste o meno scartare il grasso (no che non dovreste).

Sarò la vostra guida nell’adorazione degli avanzi e sui motivi per cui non dovete confondere il cibo con i farmaci in grado di guarirvi da qualsiasi patologia nota, soprattutto il cancro (un avvertimento al volo: non esiste un solo alimento che, se ingerito, vi proteggerà dai tumori. Neppure uno). Sosterrò che dovrete cucinare senza scartare a priori il cibo più fetente, anche se odora di morte. Gli alimenti migliori nella vita in effetti hanno un leggero odore di morte.

Sosterrò che dovrete onorare il vostro maiale. Oppure anche quello d’altri, è uguale, perché ogni cosa risulta migliore grazie all’impiego di un po’ di maiale.

Su questo punto ammetto di essere in qualche modo in contrasto con Mosè e con gli originari comandamenti che lui ha consegnato ai figli d’Israele, però scommetto che se avesse mai provato un tramezzino al bacon con tutti i crismi – composto da morbido pane bianco e pancetta ancora calda e croccante, con appena una lacrima di brown sauce – be’, sarebbe stato dalla mia parte. Tutta quella faccenda del divieto del maiale non sarebbe mai entrata là dentro.

Lo so, sono un PESSIMO ebreo.

 

Jay Rayner, I dieci comandamenti del cibo © EDT 2016