12 gennaio 2018

Stefano Faravelli, un premio per Verde Stupore

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Stefano Faravelli è maestro indiscusso del Carnet de Voyage, quell’oggetto di straordinario fascino che si colloca a metà strada fra l’opera d’arte e il libro. La sua esperienza di viaggio tradotta sulla carta con acquerelli, parole e stupore, lo ha portato a trionfare al Rendez-Vous du Carnet de Voyage di Clermont Ferrand, che gli ha attribuito il Grand Prix per Verde stupore: è l’occasione giusta per riscoprirne la produzione.

Cominciamo dall’ultimo lavoro, che sta raccogliendo grandi successi.

Una sorta di ‘invito’, come spiega lui stesso in Verde stupore, che arriva da letture di gioventù – immagini, parole, luoghi da sognare con trasporto: è questo che ha portato Stefano Faravelli nel Madagascar. Faravelli ritrae la foresta con quel gusto per la precisione e quella capacità di percepire il fantastico nel dato naturale che lo contraddistinguono da sempre. «Mi piace lavorare su più partiture: quella visiva, del disegno, cattura subito l’attenzione, ma nella mia visione è importante anche la parte scritta: il testo, che pure è visivo, è calligrafia, non è mai una didascalia, è uno scavo, significante di per sé», ha dichiarato in un’intervista. «Stiamo parlando sempre di multimedialità: dentro il carnet c’è pittura, scrittura, poesia, meditazione, aiku. Ci ho messo le foglie, la coda di un geco, la pelle dei serpenti che hanno fatto la muta, ho lasciato le impronte degli animali che dipingevo, a volte intingevo le zampine nel colore e le usavo come tampone. Ma è una multimedialità artigiana- le, che ritorna perché lo strumento tecnologico è sempre mediato, vincolato a una protesi. Anche la matita lo è, ma è molto più immediata, è un prolungamento di sé». Il risultato è un carnet di straordinaria bellezza e di grande interesse naturalistico e artistico, capace di ritrarre un luogo in cui vita e morte nascono l’una dall’altra per manifestare la meravigliosa varietà di forme e di colori della natura.

[Guarda il video di anteprima]

 

Prima di Verde stupore, Stefano Faravelli ha scritto e illustrato per EDT altri quattro Carnet de Voyage da altrettanti evocativi angoli di mondo.

Cina

La sua Cina, ad esempio,  inizia fra i palazzi della Città Proibita di Pechino e prosegue in regioni remote e ricche di storia come lo Xinjian, il Gansù, il Sìchuan e lo Yúnnán. Affronta ogni luogo con interesse vivo, con partecipazione; cerca e scova, indaga, scruta, e infine riporta con passione e poesia – sia quando si dedica a luoghi iconici del Paese, sia quando sceglie di ritrarre contesti difficili in cui la storia ha colpito duro.

Egitto

Un viaggio speciale in Egitto, con tempi adeguati e occhi voraci, ha fruttato sei taccuini zeppi di disegni, note, scritture: il carnet che ne è seguito è un percorso ammaliante tra sponde del Nilo ed edifici maestosi, animali, scorci, persone, architetture, leggenda e realtà. Alfabeti eleganti, ombre lunghe, luci magiche, tutto l’Egitto illustrato e raccontato con meraviglia e tecnica.

India

C’è poi la magia dell’India, delle sue gigantesche città così differenti sotto ogni punto di vista: ecco perché il viaggio di Faravelli punta molto sulle persone, si fa concreto fra ritagli e fotografie che accompagnano gli acquerelli, tocca situazioni ed eventi speciali. Sono colori che esplodono, ma anche paesaggi delicati; vortici di parole ma anche silenzio e contemplazione.

Mali

E infine, il Mali: la terra dei Dogon, un’Africa che non è quella più celebre ma che proprio per questo offre storia che insieme è antica e novità. Da Bamako a Segou, dalla regione del Gourma con le dita rocciose della Main de Fatma al porto di Mopti sul fiume Niger, il pennello di Faravelli indugia su dettagli semplici che si fanno speciali, sulla cultura e le tradizioni di un popolo incredibile, sulla bellezza nascosta in ogni angolo.

 

Stefano Faravelli (1959) è pittore, filosofo e orientalista. Trae ispirazione dalle sue letture preferite – atlanti, enciclopedie e manuali di zoologia – e dai lunghi viaggi in Africa e nel vicino, medio ed estremo Oriente. Ha ricevuto un premio speciale alla Biennale du Carnet de Voyage di Clermont-Ferrand. I suoi carnet di viaggio raccontano Mali, Cina, India ed Egitto (pubblicati da EDT), e ora anche il Madagascar.

Cina

Cina
  • AutoreStefano Faravelli
  • Collana Carnet di Viaggio | Varia
  • ISBN 978-88-5924-626-8
  • Pagine 104
  • Data uscita 12-10-2017
  • Prezzo 35.00€
  • Disponibilità Disponibile

Un viaggio nel cuore più antico della Cina che inizia fra i palazzi della Città Proibita di Pechino e prosegue in regioni remote e ricche di storia come lo Xinjian, il Gansù, il Sìchuan e lo Yúnnán. Come un acquerellista dell'Ottocento, Faravelli viaggia con un piccolo atelier portatile e predilige i ritmi lenti, adatti all'osservazione e alla riflessione. Raccoglie foglie di felci, ascolta le conversazioni per strada, si aggira nei mercati, annota frasi colte al volo, si siede davanti a una fonte sacra per disegnarla, mentre uno sciamano lo veglia in silenzio. A Pechino come a Kashgar, Faravelli ritrae paesaggi, animali e scene di vita quotidiana molto aderenti alla realtà, che sembrano frutto di una visione spontanea e invece sono preparati con cura attraverso letture, ricerche e approfondimenti, in un paziente lavoro di studio prima della partenza. Il suo carnet di viaggio è un catalogo delle meraviglie da sfogliare con calma, pagina dopo pagina, per scoprire una Cina senza tempo, custode di una tradizione millenaria che conserva inalterato il suo fascino.

Egitto

Cercando l'Aleph

Egitto
  • AutoreStefano Faravelli
  • Collana Carnet di Viaggio | Varia
  • ISBN 978-88-5924-627-5
  • Pagine 132
  • Data uscita 12-10-2017
  • Prezzo 35.00€
  • Disponibilità Disponibile

Borges racconta che una colonna dell'immenso portico che circonda il cortile interno della moschea di 'Amr, al Cairo, una vera foresta di pietra (le colonne sono romane, copte, bizantine, frutto di infinite spoliazioni), racchiude, né più né meno, l'Universo.

"Nessuno, certo, può vederlo, ma chi accosta l'orecchio alla superficie afferma di percepire, dopo un po', il suo incessante rumore...". Lì si troverebbe appunto un Aleph, un occhio di Dio in questo mondo. Ho ritrovato quella pagina mentre aspettavo, come un rabdomante, i "segni" che avrebbero indicato la meta del prossimo viaggio: la pagina del libro si è aperta e l'occhio è caduto su quelle righe; il viaggio era deciso. Il Cairo, l'Egitto.

Il volume è riproposto in un nuovo formato e la trascrizione dei testi, integrata nella foliazione, rende più agevole la lettura.

Verde stupore – Madagascar

Carnet della foresta pluviale

Verde stupore – Madagascar
  • AutoreStefano Faravelli
  • Collana Carnet di Viaggio | Varia
  • ISBN 978-88-5922-639-0
  • Pagine 110
  • Data uscita 24-11-2016
  • Prezzo 32.00€
  • Disponibilità Disponibile

Da bambino volevo essere un Aye-aye. E siccome l’enciclopedia a dispense Natura Viva cominciava, prolissamente sistematica, con i primati e la lettera A, quello fu il primo animale che rivestii di sapere zoologico. Fu anche il primo nome scienti co mandato a memoria: Daubentonia madagascariensis.

Insieme al nome, anche un luogo, un’isola lunare e stravagante entrò nella mia geografia personale. A distanza di anni il Madagascar mi ha nuovamente chiamato, con l’invito a partecipare in qualità di peintre agrégé a una spedizione erpetologica in una delle più intatte foreste pluviali dell’Isola Rossa.

In questo straordinario atelier ho lavorato per venti giorni, accampato con alcuni zoologi e due guide sotto il verde manto della canopea, intento a tradurre in segni e disegni lo stupore dinnanzi alla Bellezza fantasmagorica di questo luogo, dove ogni raggio di luce che filtra dal folto illumina creature leggendarie e misteriose. Da questo soggiorno è nato un carnet de voyage che sposa l’immediatezza del disegno dal vero alla acribia descrittiva del naturalista “in pectore” che sono sempre stato.

Al ritorno, questa straordinaria esperienza è tornata a nutrire il mio pensiero. La Foresta, quasi fosse un Libro sacro, custode di segreti e di misteri, mi ha ispirato il breve scritto 'Esegesi della foresta' che accompagna il carnet: pagine dove gli incontri con piante e animali, guide aborigene e scienziati, diventano pretesti per indagare categorie come naturale e sovrannaturale, animalesco e antropomorfo, scienza e immaginazione.

Stefano Faravelli

India

Per vedere l'elefante

India
  • IllustratoreStefano Faravelli
  • Collana Carnet di Viaggio | Varia
  • ISBN 978-88-6040-249-3
  • Pagine 132
  • Data uscita 15-11-2007
  • Prezzo 35.00€
  • Disponibilità Disponibile

"Questo carnet racconta il mio viaggio per vedere l'elefante: proboscide islam, orecchio sikh, zampa indù...
Le religioni dell'India: altrettante indie, cucite quaggiù, in precaria, democratica unione, dai fili di una storia più volte millenaria.
Storia che, come la bocca del Dio che si rivela ad Arjuna "simile al fuoco del Tempo" (Bhagavad Gita XI, 25), ha segnato questo paese con stigma di fuoco e sangue, ma, anche; ne ha fatto un'arca, dove sono custodite, fino alla fine dei tempi (scanditi qui dal lento e circolare orologio degli yuga, i cicli cosmici), tutte o quasi le grandi rivelazioni dell'umanità.
E sapienze di illuminati e metafisiche abissali e filosofie mirabili..."

Stefano Faravelli

Mali

Carnet di viaggio

Mali
  • IllustratoreStefano Faravelli
  • Collana Carnet di Viaggio | Varia
  • ISBN 978-88-7063-866-0
  • Pagine 102
  • Data uscita 21-10-2005
  • Prezzo 35.00€
  • Disponibilità Disponibile

Nella terra dei Dogon la savana si stende sotto le ripide pareti della falesia come un mare di erba, mentre i villaggi intorno sono tutt'uno con la pietra. Nella regione del Gourma le dita rocciose della Main de Fatma si protendono in alto a ghermire il cielo, mentre nel porto di Mopti, sul fiume Niger, passeggeri e merci si preparano per l'imbarco. Sulla strada tra Bamako e Ségou un autobus in panne si è fermato all'ombra di un baobab enorme: qualcuno forse verrà a ripararlo. Intanto c'è tempo per disegnare. L'occhio di Faravelli osserva tutto e seleziona che cosa fissare sulla carta del suo carnet, con la tecnica paziente dell'acquerello e testi scritti a mano. Il Mali con i suoi paesaggi, i suoi popoli e la sua cultura si svela una pagina dopo l'altra nel suo carnet di viaggio, in una sorprendente successione di naturalia e mirabilia.

Prefazione Verde stupore

Franco Andreone è Conservatore della Sezione di Zoologia al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e Co-chair dell’IUCN SSC Amphibian Specialist Group in Madagascar. Proponiamo un estratto della sua prefazione al volume di Stefano Faravelli Verde Stupore – Madagascar. Carnet della foresta pluviale.

 

[...] In occasione della missione a Betampona del 2013 ho voluto fortemente portare con me Stefano Faravelli. I fantastici disegni di questo artista-esploratore impreziosiscono il cahier de voyage che avete in mano. Per me egli stesso, in qualche modo, è frutto degli acquarelli Winsor & Newton che fa uscire come d’incanto dalla sua trousse.

Siamo concittadini, Stefano e io, ed entrambi ci siamo abbeverati nel Po e ai racconti di Salgari e degli esploratori naturalisti del passato che popolavano la nostra città, fra cui Franco Andrea Bonelli, Giuseppe Gené, Filippo De Filippi ed Enrico Festa. Forse anche per questo la sintonia fra di noi è grande. Quando, nelle sale espositive del Museo Regionale di Scienze Naturali, ho parlato per la prima volta a Stefano della terra dei miei sogni, cioè della foresta di Betampona, c’è stato davvero poco da fare. Ha voluto a tutti i costi accompagnarmi e venire anche lui per ritrarre e interpretare gli animali direttamente sotto la volta della foresta. La nostra carriera è stata per molti versi speculare: Stefano, a quanto mi ha raccontato più volte, ammirava e leggeva le enciclopedie degli animali e se ne appassionava. Nel tempo ha distillato quei disegni e quelle immagini che popolavano, per esempio, i libri di un altro grande naturalista torinese, Michele Lessona. Anche io appassionato di quegli stessi disegni sognavo di diventare zoologo, ma volevo contestualmente dedicarmi alla rappresentazione artistica. Stefano è diventato artista e filosofo rimanendo un po’ zoologo, mentre io ho fatto dello studio di rane, lucertole e serpenti la mia vita.

Così si è unito al team e si è trasformato in quello che erano un tempo gli artisti al seguito dei naturalisti. Non solo per documentare le specie, cosa oltremodo fattibile oggi con macchine fotografiche, iPhone e videocamere GoPro. Ma, soprattutto, per tradurre in emozioni la foresta e i suoi genuini af ati. Con l’occhio attento a quello che la natura suggerisce, evoca e non solo dice, Stefano ha colto magnificamente le atmosfere retrò che popolano le foreste di Betampona e le ha trasposte sulle pagine del suo magico carnet. Metodicamente noi ricercatori tornavamo ogni notte dalle nostre peregrinazioni notturne e portavamo con noi le “prede” della nostra caccia sottile (per usare un termine faravelliano). Raganelle, scinci, serpenti diventavano, a turno, sotto gli spot luminosi che filtravano attraverso la canopea della foresta, delle vere e proprie star. Con pochi colpi decisi di pennello Stefano trasformava un movimento di squame in un bagliore e un colore della lucida e permeabile pelle in un discorso filosofico.

In realtà, come Stefano mi ha detto più volte, la foresta per lui è diventata un momento di catarsi tanto che è venuto con me in Madagascar anche per trovare il mitico albero Waq Waq. Da quanto mi ha raccontato pare addirittura che l’abbia trovato! In tutto questo, come dice il titolo stesso di questo lavoro, alberga lo stupore, ed è verde, anzi, verdissimo.

Quando posso mi piace tornare in Madagascar e con passione continuare a esplorarne le foreste prima che scompaiano sotto la mano severa dell’uomo. Molte specie attendono ancora di essere scoperte e descritte e, probabilmente, risulteranno estinte prima di essere conosciute. È il caso di un piccolo camaleonte terricolo del genere Brookesia, che ho recentemente rinvenuto su un isolotto deserto poco distante dall’Isola di Nosy Be, capitale del turismo. Un’analisi preliminare morfologica e genetica ha confermato la sua appartenenza a una

specie ignota. Stefano ha avuto modo di immortalare questo animale con i suoi acquerelli, così come ha fatto con una rana fossoria del genere Plethodontohyla (sempre di Betampona), che stiamo rivalutando e distinguendo da altre straordinariamente simili.

È scontato che useremo questi disegni, noi “scienziati” e naturalisti, per descrivere le specie. In fondo invidiosi della capacità di Stefano di cogliere l’essenza profonda delle cose. Noi, per il momento, ci limitiamo al colore, alla squama, al DNA.

Proponiamo in anteprima alcune tavole del nuovo carnet di viaggio di Stefano Faravelli, Verde Stupore – Madagascar. Carnet della foresta pluviale.

 

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