Rap
Un classico degli studi sulle musiche afro-americane, finalmente in una versione aggiornata che spinge l’osservazione fino al 2000. Toop ricostruisce qui le radici ritmiche e culturali del rap in Africa occidentale (griot, tradizioni orali), nel Caribbean style dei sound system giamaicani e nel soul e funk statunitense. Il rap non nasce dal nulla ma come condensato di pratiche musicali e sociali preesistenti, riplasmate in un contesto urbano segnato da povertà, razzismo e marginalità. Si passa quindi alla New York degli anni ’70 e ’80, al Bronx delle gang ma anche delle feste di quartiere. Qui Toop racconta l’innovazione di artisti come DJ Kool Herc, Grandmaster Flash, Afrika Bambaataa, che reinventano il giradischi come strumento musicale e creano il linguaggio del breakbeat, del loop e del mix. Il cuore del libro è la storia del rap registrato: dalle prime incisioni indipendenti alle major, dai successi commerciali fino ai gruppi politicamente espliciti (Public Enemy, N.W.A.) e alle tensioni interne tra mainstream e underground. A questo fine, Toop intreccia biografie di artisti, analisi di singoli e album, cronache di concerti e controversie (censure, accuse di sessismo, violenza, conflitti razziali), mostrando come ogni svolta musicale corrisponda a uno spostamento sociale e mediatico.
Un libro che offre una narrazione compatta e acuta degli anni fondativi dell’hip hop – dal pre-rap alle soglie degli anni ’90 – combinando, in modo ancora oggi unico, ricerca storica, critica musicale e osservazione diretta.