Tunisi mon amour
Un viaggio circolare fra le spire della capitale tunisina, un percorso seguito a piedi, su treni scassati, su taxi collettivi lanciati a tutta velocità, su tram strapieni di ragazzi, perfino a nuoto, di giorno e di notte, fino alle prime ore della mattina, quando la verità (tutta) viene fuori, inesorabilmente.
Si comincia dalla Goletta, quartiere sul mare dove un tempo abitavano i pescatori siciliani, e alla Goletta si farà ritorno alla fine del viaggio. Nel frattempo, il lettore attraverserà la città europea e le sue architetture liberty e art déco, i vicoli della medina (il cuore arabo-musulmano), i quartieri poveri ma vivi della “periferia sud”, la Marsa con la sua aria da Costa Azzurra, Sidi Bou Said, vero villaggio da cartolina, e Cartagine, antica e nuova. Ovunque tante voci e incontri, scrittori e artisti conosciuti, ma anche immigrati subsahariani dalle storie tragiche, fedeli dei mausolei sufi e discendenti degli italiani della Tunisi che fu. Tutti questi personaggi (i veri protagonisti del libro) raccontano la loro vita e la loro Tunisi.
Un libro scritto anche per rompere i pregiudizi sul mondo arabo e musulmano, mostrando una città complicata, ma che è anche un laboratorio e un esempio di libertà di spirito e di tolleranza: una città di donne che conoscono i loro diritti e di uomini che non si vergognano della loro sensibilità, tutti con un rapporto molto naturale con la religione, l’islam tollerante dei sufi, diverso da quello “cattivo” che predomina nei media europei.