Mood Machine

Saggi e narrazioni

Mood Machine

Prezzo
25 €
L'ascesa di Spotify e il prezzo della playlist perfetta

Dietro l’icona verde che promette “tutta la musica del mondo” si nasconde una macchina complessa: un sistema che non si limita a distribuire canzoni, ma modella i nostri gusti, orienta l’attenzione e ridisegna il lavoro creativo. In questo libro-inchiesta Liz Pelly segue l’ascesa di Spotify dalle origini nella Svezia della pirateria e del download illegale fino al dominio globale delle playlist, mostrando quanto “perfetta” possa essere – e a quale prezzo – la colonna sonora su misura per le nostre vite.

Attraverso interviste, documenti riservati e anni di ricerca, Pelly ricostruisce le mosse con cui la piattaforma ha trasformato l’ascolto in un gesto disimpegnato: mood e attività, autoplay e radio algoritmiche, “good vibes” sempre a disposizione. Ma anche brani prodotti in serie, pubblicati sotto pseudonimi e piazzati nelle playlist più seguite per abbassare i costi dei diritti e aumentare i margini. E programmi che spingono alcuni artisti in cambio di sconti sulle royalty, spostando la competizione su un terreno dove vince chi può permettersi di pagare. Sullo sfondo, l’oligopolio delle major e la retorica della “meritocrazia dei dati”.

Questa non è solo una storia di industria: è una storia di potere. Di dati che trasformano emozioni e abitudini in profitto, di sorveglianza pubblicitaria mascherata da personalizzazione, di strumenti per “creator” in cui a comandare è una app, e di un futuro in cui persino le playlist possono essere generate da AI. Ma è anche la storia di una risposta collettiva: musicisti che si organizzano, rivendicano trasparenza, tutele e un ecosistema più equo.

Mood Machine è una lettura indispensabile per capire perché, mentre la musica sembra infinita, il suo valore e la sua qualità rischiano di diventare sempre più fragili.

Ean
9791223703151
Pagine
376
Data di uscita
Traduttore:
Giovanni Garbellini
Collana
La Biblioteca di Ulisse
Disponibilità
Disponibile
Articolo acquistabile con Carta del docente
Un dialogo con Liz Pelly